“Il Foglio volante” di agosto 2011

Sul “Foglio volante” di agosto 2011 testi di Loretta Bonucci, Luciano D’Agostino, Carla D’Alessandro, Antonio De Angelis, Carla De Angelis, Ida Di Ianni, Giancarlo Fighiera, Amerigo Iannacone, Pietro La Genga, Tommaso Lisi, Teresinka Pereira, Fryda Rota, Patrick Sammut.
Chi desideri ricevere copia saggio, la può chiedere a uno degli indirizzi: edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com, opp. per telefono al n. 0865.90.99.50.
Ecco, qui di seguito, il testo di apertura, e una breve poesia di Tommaso Lisi.


Il salice piangente

È una bella giornata. Il sole brilla ma non scotta. Una piccola nube passeggia annoiata nell’intenso azzurro del cielo.
Massimo non ha impegni di lavoro. Siede con un libro in mano. Ma non legge. Non ha, non dovrebbe avere, crucci, preoccupazioni, problemi. Il suo sguardo è, dovrebbe essere, sereno.
Ma un filo, un sottile filo di non so che si va insinuando nel suo intimo. Un filo di inspiegabile malinconia, un filo misterioso e insondabile che dall’interno comincia a rodere, a corrodere.
È forse quel filo che conduce al momento finale? È forse un filo di nostalgia per un tempo che non c’è piú? È il rimpianto per qualcosa che poteva essere e non è stato? È il rimorso per qualcosa che è stato e non doveva essere?
La mente vaga. Alle stagioni che si rincorrono. Al tempo che scorre e spinge davanti a sé come un’onda frettolosa. Nell’imporre i suoi puntuali cicli periodici, il tempo offre ogni volta una nuova primavera, con nuove rondini, con nuove margherite, con un pesco nuovamente fiorito.
Ma lo specchio, che non mente, ogni primavera rimanda un’immagine che ha una ruga in piú. E lo specchio dell’anima ha un peccato in piú. E il libro dei sogni ha un sogno in meno e una delusione in piú.
Massimo è sempre lí, col suo libro che non legge. Quella nuvola a spasso per il cielo, ora s’è messa davanti al sole e un’ombra di grigio si spande nella primavera.
Un brivido percorre le foglie del salice piangente.

Isernia, 13.5.2011

Amerigo Iannacone

Le viole

Le prime viole sono rare come
le ultime.
                 Ma le prime
annunciano l’abbondanza,
le ultime
ne sono il ricordo.

Tommaso Lisi
Coreno Ausonio (Frosinone)

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