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“Una fiaba per te”, magica atmosfera

31 07pmWed, 23 Jul 2008 21:23:16 +0000204o 2008

C’era l’atmosfera giusta, sabato 19 luglio a San Pietro Infine, vecchio centro, per la cerimonia conclusiva del Premio letterario “Una Fiaba per te”. Un’atmosfera in qualche modo magica, di fiaba, appunto: la temperatura ottimale, né caldo né freddo, un folto pubblico, espressioni serene e una luna quasi piena che seguiva dall’alto la manifestazione. E le gradevoli note del pianoforte di Paolo Migliarino e la schietta voce di Rachele Farene rendevano ancora piú fascinosa la serata.


Dopo il saluto del Presidente dell’Associazione “Ad Flexum” Maurizio Zambardi, e il mio intervento, concisi e intensi gli interventi di Giuseppe Napolitano e Aldo Cervo. Magistrale la conduzione della serata da parte di Giampiero Casoni, il quale, tra l’altro, ha anche presentato al pubblico l’Antologia del Premio, ancora fresca di stampa. Un’antologia che accoglie le fiabe dei premiati e dei segnalati, in tutto 19, oltre la prefazione di Giuseppe Napolitano e il verbale della Giuria. In copertina un bel disegno figurativo-simbolico di Ilaria Fuoco che la stessa autrice ha illustrato ai presenti.
Si è passati quindi alla premiazione, ottimamente condotta da Ida Di Ianni, con lettura di brani delle fiabe.



Un’intervista

31 07pmMon, 21 Jul 2008 14:01:34 +0000202o 2008

Nel blog www.patrickjsammut.blogspot.com, è uscita un’intervista che il poeta maltese Patrick Sammut ha voluto farmi. Mi farà piacere se vorrete visitare il blog.
Nato a Malta nel 1968, Sammut è laureato in Letteratura Italiana Contemporanea all’Università di Malta, è un ottimo poeta ed è Vice-Presidente dell’Associazione dei Poeti Maltesi, fondata nel 1975. È anche editore della rivista di poesia “Versi”.

Cronache reali e surreali

31 07pmTue, 15 Jul 2008 20:44:52 +0000196o 2008

È appena uscito il mio nuovo libro, una raccolta di 42 racconti dal titolo “Cronache reali e surreali” (Ed. Eva, Venafro 2008, pp. 144, € 12,50), che si avvale di una prefazione di Aldo Cervo e di una nota critica di Dante Cerilli. In appendice recensioni di Giuseppe Napolitano e Antonio Vanni.
Riporto qui di seguito stralci dei testi di Cervo e Cerilli.
Chi desideri ricevere il libro lo può chiedere a me, oltre che alle Edizioni Eva (www.edizionieva.com, edizionieva@edizionieva.com. edizionieva@libero.it, tel. e fax 0865.90.99.50): lo riceverà a prezzo di copertina, senza aggravio di spese di spedizione.

Cronache reali e surreali”, come emblema di quegli itinerari dell’anima, seguendo i quali si va ad esplorare – ma solo per fugaci barlumi – dello spirito umano quella regione che quasi mai affiora nella normalità delle quotidiane apparenze. E nella rappresentazione di tali itinerari, il nostro autore esibisce perfino spunti da letteratura del mistero, alla Edgar Allan Poe per intenderci, come in “L’uomo in abito scuro”.
Di qui l’impressione di trovarci – con le
“Cronache reali e surreali” – di fronte a un intellettuale, se non inedito, almeno diverso da quello cui eravamo abituati.
Il quale – sia chiaro – continueremo a vedere nella sua consueta identità, nei suoi lineamenti un po’ carducciani (maschera neanche poi tanto impenetrabile di un animo sensibilissimo e facile a commuoversi), ma con la novità che d’ora in avanti sappiamo qualcosa di lui che prima ignoravamo, ovvero il retroterra (meglio il sottosuolo) psicologico dal quale volto e arte dell’autore derivano le forme che conosciamo.

(Dalla Prefazione di Aldo Cervo)

Credo che non possa essere disdicevole per Amerigo Iannacone, specie in considerazione piú ampia della sua opera, la sua collocazione nel “post-moderno”, soprattutto se si è concordi con quanto Cortelazzi e Cardinale scrivono al riguardo di quella contemporanea fase culturale nel loro “Dizionario di parole nuove” (1986), ovvero che il post-moderno è “tutto ciò che del passato è recuperabile come stile di vita, in contrasto con il progresso ad ogni costo”.
Eppure la notazione conclusiva che rimane vivificata dalla scelta poetica di Amerigo Iannacone è che la letteratura pare non possa prescindere, comunque, dalla realtà e che sempre forte è il bisogno di conciliare negli eventi letterari il razionalismo con l’idealismo di ciascuna dimensione individuale; e che può esistere una letteratura che tratti la realtà senza ideologizzarla.
(Dalla Nota critica di Dante Cerilli)

Si rinnova la magia di “Una fiaba per te”

31 07pmThu, 10 Jul 2008 19:56:35 +0000191o 2008

Si terrà sabato 19 luglio a San Pietro Infine, vecchio centro, a partire dalle ore 20, la cerimonia di premiazione del Premio letterario “Un Fiaba per te”, indetto dall’Associazione Culturale “Ad Flexum”, quest’anno alla seconda edizione. Notevole il successo sia dal punto di vista della partecipazione (148 partecipanti da tutta Italia) sia per la buona qualità dei testi pervenuti.
Non è stata facile la scelta per la qualificata Giuria, composta da Amerigo Iannacone (presidente), Maurizio Zambardi (Presidente onorario), Aldo Cervo, Ida Di Ianni, Rita Iulianis, Giuseppe Napolitano ed Antonietta Perrone.
Il primo premio è andato a Giovanna Bertino, di Manziana (Roma), per la fiaba “Il quadrifoglio”, il secondo a Massimo Brusasco, di Fubine (Alessandria), per la fiaba “Che bello capire un’acca”, il terzo Francesco Franceschini, di Terni per la fiaba “Ci sarà una volta.
Vengono poi segnalati Brunella Angius, Assemini (Cagliari); Maria Letizia Avato, Roma; Vincenzo Calce, Cassino (Frosinone); Pasquale Cominale, Cascano di Sessa Aurunca (Caserta); Fabiana Dantinelli, Roma; Walter Gentile, Pozzuoli (Napoli); Carmelo Impulsino, Fossombrone (Pesaso e Urbino); Mariateresa La Porta, Venafro (Isernia); Arianna Mancin, Adria (Rovigo); Annamaria Matera, Cosenza; Sabrina Ricauda Aimonino, Bairo (Torino); Maria Laura Santoro, Cassino (Frosinone); Davide Viero, Molvena (Vicenza); Antonio Villa, Formia (Latina); Pasquale Zeppieri, di Veroli (Frosinone). Viene inoltre segnalato, fuori concorso perché meritevole, ma fuori dei canoni della fiaba, il testo di Michele Piccolino, di Ausonia (Frosinone).
Il programma della serata prevede, dopo il saluto delle autorità e gli interventi di Maurizio Zambardi, Amerigo Iannacone e Giuseppe Napolitano, la premiazione dei vincitori e la lettura da parte di Ida Di Ianni di brani delle loro opere. Intermezzi musicali del Duo Piano e Voce M° Paolo Migliarino e Rachele Farene, allieteranno la serata.
Intanto è in stampa l’antologia del Premio, da me curata, con le fiabe dei vincitori e dei segnalati. Il volume sarà disponibile per la serata della premiazione.

Biblioteca in piazza

31 07pmThu, 10 Jul 2008 17:49:31 +0000191o 2008

Giovedí, 17 luglio, a partire dalle ore 21 a Mignano Monte Lungo (Caserta), in Largo Marandola, ci sarà una stimolante serata per gli amanti dei libri e della musica e non solo.
L’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale “Oikía” e dal Comune di Mignano Monte Lungo, ha per titolo “Biblioteca in piazza”. È previsto un saluto del Sindaco Roberto Campanile e un mio intervento in tema di libri e poi letture di prose e poesie, con intermezzi musicali. Saremo felici se vorrete partecipare.

Dall’Arno al Tamigi

31 06pmSun, 15 Jun 2008 17:12:35 +0000166o 2008


È appena uscito il mio libro “Dall’Arno al Tamigi – Annotazioni linguistiche” (Edizioni Eva, Venafro 2008, pp. 48, € 8,00).
Si tratta di una raccolta di una trentina di brevi testi d’interesse linguistico, quasi tutti già usciti sul “Foglio volante”, nella rubrica “Appunti e spunti”.
Il libro può essere chiesto alle Edizioni Eva (Via Annunziata Lunga 29 – 86079 Venafro – IS – Tel. 0865.90.99.50, edizionieva@libero.it): sarà inviato senza aggravio di spese di spedizione e postali.
Riporto qui di seguito la mia nota introduttiva.

Due parole al lettore

La nostra lingua diventa sempre piú piatta, sempre piú inquinata, sempre meno rigorosa e in un certo senso diventa arbitraria. La principale colpa credo ce l’abbia la televisione che certamente oggi influisce sul modo di parlare dei giovani molto piú di quanto riesca a fare la scuola. Nei suoi primi anni di vita – gli anni Cinquanta-Sessanta – la televisione aveva avuto il grande merito di unificare linguisticamente l’Italia. Poi si è dato sempre piú importanza all’audience anziché alla qualità, perché gli interessi economici riescono a prevalere su tutto e inoltre le ore di trasmissione sono diventate 24 su 24 e i canali si sono moltiplicati a dismisura. Di conseguenza il livello qualitativo delle trasmissioni è progressivamente sceso: Si susseguono programmi-contenitore fatti di melense chiacchiere, di sguaiati alterchi, di inutili discussioni su temi inesistenti, di pseudoquiz dove bisogna indovinare se il capoluogo della Sicilia è Palermo o Milano o dove si vince se si apre il pacco giusto.
A chi tocca difendere la lingua dalla corruzione? Chi ha il potere di farlo? Probabilmente nessuno, visto non si tiene in nessun conto nemmeno l’Accademia della Crusca, che – faccio solo un esempio – in occasione dell’introduzione dell’euro, aveva suggerito di dire al plurale “euri”, analogamente a come in altre lingue si dice “euros”, non essendoci ragione perché la parola rimanga invariata. I risultati li sappiamo.
Pur essendo io cosciente che serve a poco, sul mio
Foglio volante, curo una rubrica rigorosamente occasionale che si chiama “Appunti e spunti - Annotazioni linguistiche”, che i lettori abituali del foglio conoscono. Ora, riguardando le vecchie annate del mensile, mi è capitato di rileggere i testi della rubrica e mi è sembrato potessero essere di un qualche interesse, per cui ho pensato di riproporli in questo volumetto. I brevi testi qui riproposti sono quasi tutti presi da quella rubrica. Per parecchi, che prendono spunto dall’attualità, e nei quali non mi è sembrato comunque opportuno in questa fase intervenire, il lettore dovrà tener conto della data, annotata in calce. È comunque interessante osservare l’evoluzione che in pochi anni hanno avuto alcune parole: penso per esempio a “extracomunitario”, una parola piuttosto stravagante, con cui si cominciarono a indicare generalmente i Nordafricani e il cui uso oggi è generalizzato. Cosí pure – in un pezzo del 1993 – parlo di scrittura a macchina, quando la scrittura dattilografica era cosa ancora piuttosto diffusa, mentre oggi la macchina per scrivere è praticamente scomparsa, sostituita dal computer.
So che le mie parole sono una goccia in un oceano. Ma d’altra parte sono le gocce che formano stalattiti e stalagmiti.

Il libro è un amico

31 06pmSun, 01 Jun 2008 15:51:29 +0000152o 2008

Ripropongo questo testo scritto per il giornalino scolastico dell’Itis “Mattei” di Isernia “Il Calabrone”, uscito qualche giorno fa.



Il libro è un amico. Un amico fedele e cordiale, che è sempre con te, non ti abbandona mai se solo tu cerchi la sua compagnia e se tu lo abbandoni non si offende. È un amico che ti accompagna dappertutto, a scuola o in ufficio, a casa o in vacanza, al mare e in montagna, sul treno e in aereo e perfino in bagno o nelle sale d’aspetto. Ti rende l’attesa più breve e meno noiosa.
Il libro ti farà compagnia nei momenti lieti e nei periodi di malinconia, non ti lascerà mai solo, dovunque la vita ti porti; perfino se finirai in una cella, mitigherà i tuoi giorni.
Il libro è sempre discreto, non è mai invadente: lo puoi lasciare e riprendere, lo puoi abbandonare in qualsiasi momento, lo puoi appoggiare dove ti pare, lo puoi anche maltrattare, puoi fargli le orecchiette, sottolineare le frasi che ti sono piaciute: e non si offende mai. Puoi leggerlo più volte o puoi interromperne la lettura a metà.
Il libro ti segue dovunque e spesso ti indica la via da intraprendere. Ora serio e contegnoso, ora allegro e spensierato, ora rigoroso e formale, ora cordiale e ammiccante.
Il libro è nutrimento per il cervello, è memoria, è insegnamento, è progetto, è compagno di giochi, è oggetto di svago e di evasione, è oggetto-regalo, è perfino soprammobile.
Il libro è un amico.

Amerigo Iannacone

Prossimi appuntamenti culturali

31 05pmSun, 11 May 2008 20:37:29 +0000131o 2008

Giovedí 15 maggio, ore 18, Gaeta, Biblioteca Comunale “Salvatore Mignano”, Gaeta – Via Annunziata, 7:
Presentazione in anteprima del libro “Gaeta. Memoria e futuro” di Giuseppe Napolitano (Edizioni Guida, Napoli)
Ne parleranno con l’autore: Antonio Cesarale, Erasmo Vaudo, Aldo Lisetti, Amerigo Iannacone. Coordinatrice: Irene Vallone. Saranno presenti: il sindaco di Gaeta Antonio Raimondi, l’editore Mario Guida e il direttore della collana “Ritratti di città” Ugo Piscopo.

Gaeta nel tempo:
uno sguardo alla storia
e un augurio per il futuro, in vista del 2011

*

Venerdí 16 maggio, ore 17, Macchiagodena (Isernia):
Presentazione della raccolta di poesie di Carlo Felice Dell’Omo “Tutto è silenzio” (Edizioni Eva - Venafro). Ne parleranno, dopo il saluto del Sindaco di Macchiagodena Dott. Angelo Iapaolo, Amerigo Iannacone, Scrittore, Antonio Vanni, Poeta, Aldo Cervo, Scrittore.
Coordina Emilia Vitullo.
Sarà presente l’autore

*

Venerdí 23 maggio, ore 18, Gaeta, Biblioteca Comunale “Salvatore Mignano”, Via Annunziata, 7:
Presentazione del libro “Passo di cicogna” di Claudio Carbone, che inaugura la collana “L’Arcobaleno”. Interventi di Giuseppe Napolitano, Rossella Fusco, Sandra Cervone, Amerigo Iannacone.

Il “Foglio volante” di maggio

31 04pmSat, 19 Apr 2008 12:51:39 +0000109o 2008

Piú ricco del solito il “Foglio volante” di maggio, in via di spedizione in questi giorni. Vi compaiono, tra l’altro, le firme di Rosa Amato, Loretta Bonucci, Enzo Bonventre, Gincarlo Campioli, Mariano Coreno, Pasquale Corsaro, Carla D’Alessandro, Antonio De Angelis, Rosalba de Filippis, Antonio Delconti, Davide Di Poce, Vito Faiuolo, Saul Ferrara, Rossella Fusco, Amerigo Iannacone, Pietro La Genga, Teresinka Pereira, Silvana Poccioni, Vincenza Prada, Fryda Rota, Edith Sommer, Carmelo R. Viola.
Come sempre, invitio chi volesse ricevere copia saggio del mensile, a chiederla a uno degli indirizzi: edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com, opp. per telefono o fax al n. 0865.90.99.50.
Riporto, qui di seguito l’articolo di apertura, “Padrona e despota”,di Antonio De Angelis, che riguarda Leopardi e la mia nota “Tra ‘halal’ e ‘craniate’ si salvi chi può” della rubrica “Appunti e spunti – Annotazioni linguistiche”..

Padrona e despota

«Inasprito il carattere dalla solitudine e dalla salute cagionevole, tutto egli volgeva in tragedia» scrive De Sanctis di Giacomo Leopardi.
E per non accusare il padre di dappocaggine e la madre di dispotismo, Muccio[1] se la prendeva col destino, col fato, col «brutto potere ascoso». Si sfogliava cosí l’albero della gloria a cui aveva tanto anelato, e cominciava l’inesorabile declino delle illusioni: il passaggio dal pessimismo materialistico al pessimismo cosmico…
Si dice che la contessa Adelaide non strinse mai a sé i figli, e al mondo ne mise dieci, sei dei quali morirono in tenerissima età.
Non riuscí a trovare il tempo per le carezze materne , tesa anima e corpo a riassestare il patrimonio familiare che per l’inettitudine del conte Monaldo navigava in assai cattive acque.
Paolina scrisse che «Ben presto la gonna della madre si intrecciò con le gambe del padre, sí che egli non riuscí piú a districarsene.»
Prossima ai quarant’anni, l’austera e bigotta contessa non volle piú sapere di “giochi” sotto le lenzuola, nauseata dalle dodici gravidanze che si erano susseguite a distanza di un anno o poco piú l’una dall’altra , assoggettandosi cosí a un’astinenza assoluta quando una donna può dare ancora molto di sé.
Madre e moglie esemplare, che Dio l’abbia perdonata.

Antonio De Angelis
Castro dei Volsci (Frosinone)

Tra “halal” e “craniate” si salvi chi può

Anche i vocabolari ora sono “usa e getta”. Una volta i ragazzi adoperavano quelli che avevano usato i genitori o i fratelli piú grandi. Poi, evidentemente, gli editori si sono detti: «Qualcosa dobbiamo pur fare per vendere i vocabolari» e cosí si sono inventati le edizioni annuali. E, dovendo cambiare o aggiungere qualcosa per poter giustificare anno per anno le nuove edizioni, aggiungono qualsiasi sgorbio linguistico qualcuno abbia lanciato dalla televisione o su Internet.
Nelle 2688 pagine (ahinoi!), dell’ultima versione dello «Zingarelli», che si chiama ancora vocabolario della lingua italiana, troviamo all inclusive («il pacchetto completo in voga tra i tour operator», come spiega la definizione), spin doctor (lo stilista personale «addetto ai politici e ai personaggi pubblici»), e-worker («il telelavoratore»), escort (che non è una macchina Ford, ma «persona retribuita per fornire compagnia e prestazioni sessuali») e poi googling, i-pod, podcasting, streaming e via anglicizzando.
Oltre ai soliti anglicismi, troviamo poi vocaboli tratti dai piú svariati gerghi: calcistico, televisivo, giovanile, giornalistico, dialettale (“craniata”, come quella di Zidane a Materazzi, “pennica”, il pisolino pomeridiano, “pizzino”, dal gergo della mafia, “slinguazzata”, ecc., ecc.). Senza parlare dei vocaboli provenienti dagli immigrati (e dai ristoranti etnici in particolare): “hummus” («Crema di ceci con aglio, succo di limone, olio d’oliva, semi di sesamo e altre spezie, specialità araba»), “halal” («cibo preparato secondo le modalità prescritte della legge islamica») e “fattush” («Insalata di pomodori, cetrioli, cipolle e lattuga, tagliati e mescolati a dadini di pane arabo, tipica della cucina mediorientale»).
Ma il vocabolario è forse solo un repertorio delle parole orecchiate alla televisione o per strada? È forse un calderone dove tutto fa brodo? È un registratore di esternazioni?
Io ritenevo che il vocabolario dovesse dare delle indicazioni, presentare l’idioma corretto, e non contribuire – anch’esso – a corrompere una lingua che sempre piú va degenerando e ad avallare un inquinamento linguistico sempre piú evidente e sempre piú grave.
Una volta per imparare a parlare e scrivere bene ci si affidava ai suggerimenti del vocabolario. Oggi a chi ci dobbiamo affidare? A Totti e Biscardi?


[1] Nomignolo col quale in casa chiamavano Giacomo, prima che gli venisse la gobba.

31 04pmSat, 19 Apr 2008 12:38:04 +0000109o 2008

Il \"Foglio\" di maggio