A San Pietro Infine il 1° dicembre i nuovi libri di Amerigo Iannacone

    Sotto l’egida dell’Associazione Culturale “Ad Flexum”, sabato 1° dicembre 2007, alle ore 17,30, saranno presentati nella Sala Convegni del Comune di San Pietro Infine (Caserta) gli ultimi due libri dello scrittore molisano Amerigo Iannacone “Oboe d’amore / Ama hobojo” (La Stanza del Poeta – Gaeta 2007) e “Dall’otto settembre al sedici luglio” (Edizioni Eva, Venafro 2007).
    Dopo i saluti delle Autorità, sono previsti interventi di Aldo Cervo e Carmine Brancaccio, che parleranno di “Oboe d’amore / Ama hobojo”, e di Giuseppe Napolitano e Maurizio Zambardi, che parleranno di “Dall’otto settembre al sedici luglio”. Concluderà l’autore. Moderatore Aldo Zito.
    Il primo libro, “Oboe d’amore / Ama hobojo”, è una raccolta di poesie in edizione bilingue, in italiano e in esperanto, di cui ha scritto, tra l’altro, Pasquale Maffeo, in una recensione: «La raccolta che abbiamo sott’occhio s’apre cresce e si conclude nella continuità, meglio si dirà nel durevole fuoco, d’una morsura esistenziale che non dà tregua al pensiero e non concede sconti alle cifre di bilancio linearmente emergenti da un fondo di eventi e momenti rimasti incisi nella memoria a fornire prove d’esperienza nell’unitario grembo d’un destino. Tanto da poter dire, nell’essenzialità che connota la pronuncia: “Sarebbe più facile la vita / senza attesa di inferni e paradisi. / O forse no. / Sarebbe forse / piú dura e piú egoista. / Ma non solo in vista / del dopo / puoi scegliere di vivere. / Etica è comunque dignità”.
    Del secondo libro, “Dall’otto settembre al sedici luglio”, scrive Lino Di Stefano che «non è altro che il ricordo, talvolta commovente, del padre venutosi a trovare in un momento cruciale della storia d’Italia – precisamente l’8 settembre del 1943 e i mesi immediatamente successivi – al centro della bufera che porterà la Nazione alla sconfitta militare e morale. Michele Iannacone, queste le generalità del padre del poeta e scrittore molisano, dopo il lungo servizio di leva nella Regia Aeronautica, nel 1940 venne richiamato e tre anni dopo il disastro dell’8 settembre lo colse nella città di Foscolo e vale a dire a Zante. / Fatto prigioniero dai tedeschi con altri commilitoni, dopo una sosta ad Atene, fu internato in un campo di concentramento della Germania. Michele Iannacone descrive, per bocca del figlio Amerigo, tutte le traversíe e le sofferenze della prigionia conclusasi, per fortuna, felicemente colla fine del conflitto. […] l’Autore coglie l’occasione per rievocare tanti fatti, avvenimenti, tradizioni e modi di vivere del suo paese – eventi comuni un po’ a tutti i paesi del Molise – segnatamente del periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale ed anche degli anni che videro Venafro coinvolta nei tragici scontri bellici e nei disastrosi bombardamenti».

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