Archive for marzo 2008

Una bella serata a dispetto del cattivo tempo

31 03pmMon, 24 Mar 2008 18:17:50 +0000832008 2008

Era un tempo da lupi il giorno di Pasqua: pioveva e c’era un vento che sradicava gli alberi, faceva volare le tabelle e scoperchiava le tettoie. Poi verso sera il tempo si è un po’ rabbonito.
Comunque ci sono stati gli ardimentosi (tanti per la verità) che hanno stoicamente partecipato alla “Serata poesia” che si è tenuta a Venafro, nel palazzo De Utris. Tanti nonostante fosse la giornata di Pasqua e c’era quindi chi era andato a trascorrere la festa altrove e c’era chi si era attardato a tavola. C’erano inoltre le solite concomitanze.

Dopo il saluto del Presidente della Pro Loco di Venafro Francesco Maria Martino, un mio breve intervento, per ricordare che il 21 marzo, data originariamente prevista per l’incontro, era stata dichiarata dall’Unesco “Giornata Mondiale della Poesia”.
Oggi troppe sono le distrazioni e troppi i diversivi perché si dia attenzione alla poesia, che in una società caotica come la nostra, sembra trovare sempre meno spazio. Ma, diceva Neruda, «La poesia è un atto di pace. La pace costituisce il poeta come la farina il pane». E, anche se non appare subito evidente, la poesia incide nel profondo. Il poeta parla al cuore e all’animo e costruisce l’uomo. Il poeta oltre ad avere una funzione di difesa, di selezione, di purificazione della lingua, costruendola o emendandola, ha anche una funzione sociale insostituibile.
Insieme a Gianni Di Chiaro, della compagnia teatrale “Dietro le Quinte”, di fronte a uno scelto e attento pubblico, che ha seguito partecipe e a tratti commosso, abbiamo letto testi di Rita Sinagoga – morta suicida a 37 anni nel 2006 –, Paolo Gazerro, Maria Assunta Prezioso, Angelo Bucci e poi alcuni testi miei. Sono state inoltre presentate due poesie dedicate a Venafro dal poeta francese Frédéric Jacques Temple. Oggi ultraottantenne, Temple, è ben conosciuto in Francia per i suoi oltre trenta libri. Durante la Seconda Guerra Mondiale partecipò alla campagna d’Italia al seguito del generale Juin e fu per un periodo di tempo anche a Venafro. Scrisse allora alcune poesie, che rimasero inedite fino al 1996, quando furono pubblicate, in francese, ad Algeri. In Italia sono state pubblicate nel 2001 nelle Edizioni Eva, in un’edizione bilingue, con un’ottima traduzione italiana di Gerardo Vacana, sotto il titolo “Poesie di guerra”.

Un testo di Frédéric Jacques Temple

Venafro

Venafro, Venafro, le vent secoue les
oliviers de cendre où le soleil s’endort,

Venafro, dit l’écho parmi les corneilles
éparses sous la marée luisante des
fuselages,

Et des femmes aigües montrent au ciel
les chairs ouvertes des enfants.

Venafro, des croix percent les flancs de
cimetière,

Voix immolées, visages abolis, le long
des rives jaunes du Volturno,

Et Pour prière le vent de glace des
Abruzzes.

Janvier 1944

Venafro

Venafro, Venafro, scuote il vento
gli ulivi di cenere dove il sole si corica,

Venafro, ripete l’eco tra le cornacchie
sparse sotto la marea rilucente
delle fusoliere,

E donne sconvolte mostrano al cielo
le carni aperte dei bimbi.

Venafro, le croci trafiggono i fianchi
del tuo cimitero,

Voci immolate, visi aboliti, lungo
le rive gialle del Volturno,

E sola preghiera il vento gelido

degli Abruzzi.

Gennaio 1944

Fréderic Jacques Temple
(Trad. Gerardo Vacana)

di-chiaro-02.jpg
Di Chiaro legge.

La “Serata Poesia” a Pasqua

31 03pmThu, 20 Mar 2008 18:58:27 +0000792008 2008

    Viene spostata a Domenica 23, giorno di Pasqua, sempre alle ore 18, la “Serata poesia” inizialmente prevista per venerdí 21, e che rientra nell’ambito delle manifestazioni della Pro Loco di Venafro “Venafrando”.
    Oltre a testi miei, saranno letti dagli attori della Compagnia Teatrale “Dietro le Quinte”, poesie degli autori venafrani Angelo Bucci, Rita Sinagoga, Paolo Gazerro e Assunta Prezioso. Saranno inoltre presentate poesie dedicate a Venafro dal noto poeta francese Frédéric Jacques Temple, che durante la Seconda Guerra Mondiale, si trovò a Venafro, come soldato semplice agli ordini del generale Juin.

A Venafro, “Serata Poesia”

31 03pmSun, 16 Mar 2008 18:36:57 +0000752008 2008

    Nell’ambito delle manifestazioni culturali “Venafrando”, organizzate dalla Pro Loco, una “Serata Poesia” si svolgerà a Venafro, Palazzo De Utris (Centro storico), venerdí 21 marzo 2008, ore 18.
    La compagnia teatrale “Dietro le Quinte” interpreterà un’ampia selezione di testi degli autori venafrani Angelo Bucci, Paolo Gazerro, Amerigo Iannacone, Assunta Prezioso e Rita Sinagoga. Saranno inoltre presentati testi dedicati a Venafro del noto poeta francese Frédéric Jacques Temple nella traduzione di Gerardo Vacana, tratti dal volume “Poesie di Guerra”, uscito nel 2001 per le Edizioni Eva di Venafro (pp. 52, € 6,26).
    È questo il primo di una serie di incontri culturali organizzati dalla Pro Loco di Venafro, che compie trent’anni, essendo stata fondata nel 1978, e che, dopo un periodo di stasi, rinasce con nuova vitalità e con molte idee nuove.
    Vi aspettiamo.

Incontro con l’Esperanto

31 03pmMon, 03 Mar 2008 18:51:51 +0000622008 2008
convegno-e-o-07.jpg
Da sin.: Nino Vessella, Maurizio Zambardi, Amerigo Iannacone, Renato Corsetti

L’esperanto a San Pietro Infine

31 03pmMon, 03 Mar 2008 18:47:27 +0000622008 2008

Ha costituito un momento cordiale e appasionante, il convegno “Incontro con l’Esperanto” che si è tenuto a San Pietro Infine (Caserta) il 1° marzo. Seguiti con attenzione e partecipazione gli interventi che si sono succeduti (Maurizio Zambardi, Nino Vessella, Amerigo Iannacone, Renato Corsetti, Nicolino Rossi), che hanno suscitato ora interesse ora uriosità.
E a partire da sabato 8 marzo, alle ore 16, comincerà un corso gratuito di esperanto che è articolato, come corso base, in cinque lezioni e scadenza settimanale. Tutti coloro che vorranno partecipare saranno i benvenuti. Per informazioni, oltre che a me, ci si può rivolgere al n. 0823901361, e-mail: maurizio.zambardi@libero.it.

Ed ecco un esempio della duttilità dell’esperanto, che si può intuire da questa traduzione (fatta da un inglese).


Pia
nto antico

L’albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da’ bei vermigli fior,

nel muto orto solingo
rinverdí tutto or ora
e giugno lo ristora
di luce e di calor.

Tu fior de la mia pianta
percossa e inaridita,
tu de l’inutil vita
estremo unico fior,

sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra;
né il sol piú ti rallegra
né ti risveglia amor.

Giosuè Carducci

Antikva ploro

Arb’ kien etendiĝis
via manet’ adora,
granato verdkolora
je ruĝa florornam’,

ĵus tute reverdiĝis
en la ĝardeno sola,
varmigas ĝin konsola
junia luma flam’.

Vi, flor’ de mia planto
batita kaj velkanta,
de mia vivo vanta
unika florornam’,

en frosta grundo dormas,
vin kovras nigra humo,
nek vin ĝojigas lumo,
nek vin revekas am’.

Giosuè Carducci
(traduz. in esperanto di E. De Montagu)