Archive for maggio 2009

“Il Foglio volante” di giugno 2009

31 05pmSat, 23 May 2009 21:17:19 +00001422009 2008

Foglio di giugno

“Il Foglio volante” di giugno è un numero speciale, dedicato quasi completamente al Premio di Poesia “Venafro”, svoltosi il 25 aprile.
Come al solito, invitiamo chi desideri riceverne copia saggio a chierdercela a uno degli indirizzi: edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com, o anche per telefono al n. 0865.90.99.50.
Riporto qui una mia breve nota della rubrica “Appunti e spunti”.

La Fiat che perde pezzi

In inglese i nomi propri non vogliono l’articolo: si dice “England”, “Italy” e non “the England”, “the Italy”. In Italiano la regola (ma le regole linguistiche derivano dall’uso e non sono imposte per legge né tantomeno seguono la logica) vuole che nei nomi di stato l’articolo ci vada. Quindi: “l’Inghilterra”, “l’Italia”. Ma perché, allora, oggi si usa dire “Israele” e non come sarebbe piú logico “l’Israele”? A mio avviso si tratta solo di un calco giornalistico dall’inglese, cosí come è diventato “Medio Oriente”, calco dell’inglese “Middle East”, quello che in realtà per noi era il “Vicino Oriente”. Per i francesi – detto per inciso – lo è ancora: Proche-Orient. Ma nel linguaggio politico e giornalistico ha prevalso il termine usato dagli anglosassoni, che considerano “vicino oriente” l’Europa sudorientale.
Spesso si è cominciato a togliere l’articolo anche nei nomi di aziende. Cosí vi capita di sentire “assunto in Rai”, “lavorare in Rai” anziché “assunto alla Rai”, “lavorare alla Rai”.
In queste ultime settimane si è sentito parlare molto dell’accordo Fiat-Chrysler e di contatti della Fiat con la Opel e i giornalisti, adeguandosi supinamente all’inglese, hanno abolito l’articolo e abbiamo sempre sentito frasi del tipo “Fiat ha sottoscritto ecc.”, anziché “La Fiat ha sottoscritto ecc.”
E noi non possiamo che augurarci che le perdite della Fiat siano limitate solo all’articolo.

Amerigo Iannacone

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“Luoghi”

31 05pmSat, 23 May 2009 20:47:37 +00001422009 2008

Cop. Luoghi

S’intitola “Luoghi” il mio nuovo libro uscito in questi giorni (Ed. Eva, Venafro, maggio 2009, pp. 48, € 6,00). Contiene 31 poesie dedicate ad altrettante località, il piú delle volte piccoli centri di provincia, cui sono in qualche modo legato per la presenza di poeti ed artisti amici. Un libro che potrei definire “la mia geografia poetica”.
Di seguito, una recensione di Irene Vallone.

Amerigo Iannacone e i luoghi dell’anima

I luoghi dell’anima sono quelli che Amerigo tratteggia nel suo libretto ultimo. Rappresentano la mappa geografica di incontri nei quali si sono tessute relazioni elevatesi col tempo fino a divenire in molti casi rapporti imprescindibili per qualsiasi cosa nuova venga mossa. Il poeta Amerigo con modi garbati tiene in sé il calore degli incontri con gli amici di sempre e con quelli nuovi, e con questi forgia versi, patrimonio di amicizia e di poesia.
La prima lettura si dispiega tra le viuzze, le calli di Venezia, dove ad essere incontrati sono i padri della scoperta (Marco Polo), dell’arte (Tiziano e Tintoretto), della musica (Antonio Vivaldi) e della letteratura (Carlo Goldoni), precursori della curiosità e creatività letteraria e culturale dell’autore.
Nel prosieguo l’autore Amerigo, si muove nella sua Venafro e in tutto il Molise riecheggiandone il patrimonio storico culturale, rimproverandoli come un padre buono che invita i figli ad essere piú artefici di se stessi e meno crogiolati sugli antichi albori. Ma… “Il  Molise / è terra di silenzi / …è un lembo di cuore”: Amerigo se lo stringe a sé in un caldo abbraccio, “questa terra di scrittori / dalla penna facile / e dalla vita difficile”, vorrebbe poter alleviare le difficoltà che ogni autore incontra sulla strada della scrittura. La dea scrittura, che pur non dando altra garanzia se non solo quella della volontà di comunicare il proprio modo di essere attento ai mutamenti dell’io in rapporto con il microcosmo di amicizie e luoghi di questa Italia centrale, sempre si fa pervasiva muovendo le corde dell’anima con i segni dell’inchiostro.
Nella lettura dei Luoghi c’è il rimando ai luoghi cari di D’Annunzio con l’Adriatico selvaggio, a Francesco Jovine con le Terre del Sacramento che diventano Terra dei silenzi nei colibrí, questo Molise, forse proprio per l’orografia del territorio che vede paeselli abbarbicati sulle montagne come Pesche, o Chiauci, che vista dall’alto sembra una stella cometa o Agnone e altri paesi che scendono dolcemente lungo i pendii e altri ancora che sembrano cullati dalle montagne tutt’intorno.
Si va fuori dai luoghi cari al poeta per incontrarne altri, altri amici che scaldano il cuore, come Maurizio di San Pietro Infine, attuale leit motiv di incontri culturali per traghettare il paese dai ricordi ai fasti del futuro e cosí Gerardo che con Alvito e Gallinaro e i poeti da tutta l’Europa dà respiro alto alla Ciociaria come terra e a noi dalla mente e il cuore attenti alla poesia dona opportunità di conoscenza.
Procede lenta la lettura dei Luoghi ed è un affiorare di persone e lingua comune che rimesta nella memoria, viva. Come non si può non essere grati ad Amerigo per aver compiuto con questo lavoro di tessitura, di mappatura quasi un manifesto della letteratura dell’Italia centrale. C’è Aldo Cervo con Caiazzo… “conoscevo solo il suo nome / che mi suonava male /…poi conobbi Aldo”… Aldo maestoso nel suo romanzo La Cinciallegra. Ci siamo anche noi del Golfo di Gaeta e dovremmo ringraziare coram populo Nicola Napolitano che con Amerigo nel lontano ’86 iniziò una frequente corrispondenza che divenne ancora piú intensa con Giuseppe Napolitano, fino ad oggi, quando ogni incontro non pare tale se non c’è la presenza di Amerigo.
A disegnarla bella la mappa della poesia dei luoghi ci sono anche Coreno Ausonio con Domenico Adriano e Tommasino Lisi e Itri, Cassino, Napoli e Castelfranci (mi perdonino quelli non menzionati), e felice il rimando agli amici in comunione di parola: Georges e Nicole Drano e Carlos Vitale che tutta questa poesia fanno volare nelle loro terre.
Formia, 11 maggio 2009

Irene Vallone

Scapoli in poesia

31 05amSun, 10 May 2009 09:45:02 +00001292009 2008

Organizzata dal Comune di Scapoli (Isernia) e dall’ Associazione Culturale Pro Scapoli è in programma una serata di poesia con l’intervento dei poeti Amerigo Iannacone, Antonia Izzi Rufo, Mariateresa La Porta, Giuseppe Napolitano, Antonella Sozio, Irene Vallone. Condurrà Ida Di Ianni.
L’appuntamento è per sabato 30 maggio 2009, alle ore 18,00, a Scapoli, Edificio Polifunzionale.
Siete tutti invitati a intervenire.

“Il Foglio volante” di maggio

31 05pmFri, 01 May 2009 21:55:45 +00001202009 2008

Viene spedito in questi giorni il numero di maggio del “Foglio volante”. Oltre alle diverse rubriche, contiene testi di Antonella Anziano, Bastiano, Paolo Battista, Loretta Bonucci, Enzo Bonventre, Amerigo Iannacone, Giovanna Ioli, Pietro La Genga, Eduardo Moga, Roberto Morpurgo,Adolf P. Shvedchikov, Fernanda Spigone, Irene Vallone.
Come al solito, invitiamo chi desideri ricevere copia saggio a chierdercela a uno degli indirizzi: edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com, o anche per telefono al n. 0865.90.99.50.
Riporto qui il breve racconto che apre il giornale, di Giovanna Ioli, e un mio breve testo della rubrica “Appunti e spunti”.

Giri di parole

«Come si chiama l’arcobaleno della notte?» – chiedeva mia nipote aggirandosi per la casa con un foglio in una mano e i pennarelli colorati nell’altra.
«Illusione?» risposi di getto, ma con l’aria interrogativa di chi non sa che cosa dire.
«Ma no» mi disse infastidita «parlo dell’arcobaleno della notte, nonna, quello vero».
Mi sembrò una domanda metafisica.
«Non so. Cos’è l’arcobaleno della notte?», le chiesi, ma ero già fuori strada, perché pensavo a Lionello e al paese delle chimere, all’arcobaleno di Newton e a quella formula che non era riuscita a togliermi la gioia di pensarlo a colori. Di fugaci colori ornato e cinto, l’arcobaleno di mia nipote era un’immagine iridata del nulla, pronta a farci ripiombare nell’oscurità o, piuttosto, l’attesa della beatitudine futura?
«Ma sí, nonna, l’arcobaleno della notte. Un arco di tutti i colori che viene di notte», insisteva lei, con il tono di chi stava soppesando l’atrofia del mio cervello.
«Beh! Non lo so. Potresti disegnarlo per aiutarmi a capire?», conclusi infine, stremata dal giudizio del suo sguardo.
«Bella idea» – disse veloce come il vento – «è proprio quello che voglio fare, ma devo sapere prima il nome dell’arcobaleno della notte».
Già, le parole contano, forse hanno un’anima, un colore, certamente hanno un suono o rappresentano anche una visione?
Poi, sospirando rassegnata per la mia ignoranza, si appartò in un cantuccio della veranda, nascosta tra le piante come se fosse in un bosco norvegese e cominciò a tracciare dei segni. Io cercavo di trattenere persino il fiato per non disturbare la sua concentrazione e il disegno che mi consegnò era stupendo. L’arcobaleno della notte era l’aurora boreale.
«Sei stata tu a raccontarmi di averlo visto, in un giorno molto lontano… Ehi, nonna, sei connessa?»
L’ultima frase mi aveva offesa, non per la sostanza, ma per la forma, che contrastava con la poesia del suo disegno. Eppure era lei ad avere ragione, anche se mi rimase sempre il dubbio di avere davvero visto quell’aurora. Ero io o un’altra? Era la mia stessa vita o quella di un sogno? Avevo, forse, tre o quattro anni e mio padre mi svegliò nel cuore della notte. Ricordo che mi disse: «Alzati! Svelta! Devo mostrarti una cosa che, probabilmente, non vedrai mai piú». Uscimmo insieme nel buio e vidi quell’orizzonte iridato come un’immensa tavolozza di acquerelli che si scioglieva nel cielo.

Giovanna Ioli

(Da Giramondo, Viennepierre Ed., Milano 2008, pp. 96, € 12).

Entro e non oltre

Nei bandi di partecipazione ai concorsi, compresi quelli letterari che ci arrivano ogni giorno, quasi sempre si leggono frasi del tipo «La domanda deve pervenire entro e non oltre una certa data». Ma “entro” non significa già “non oltre”, o è per caso possibile che la domanda pervenga “entro” e al tempo stesso “oltre” la data fissata?
Immancabile, poi, l’aggiunta: “farà fede la data del timbro postale”. E sarebbe bello se davvero facesse fede, ma si dà il caso che con le innovazioni della privatizzazione, la posta in partenza non viene piú timbrata nell’ufficio di partenza, ma (quando vi arriva) in uffici regionali o interregionali preposti. Per esempio, tutta la posta del Lazio viene timbrata a Fiumicino, tutta quella di Abruzzo e Molise a Pescara e cosí via. Mentre non viene piú apposto il timbro di arrivo, come si faceva una volta, sul retro della busta. Timbro che dimostrava quanti giorni aveva impiegato la lettera dalla partenza all’arrivo.
Vedete, il progresso…

Amerigo Iannacone

Premio di Poesia “Venafro” – Una serata di poesia

31 05pmFri, 01 May 2009 21:49:28 +00001202009 2008

La cerimonia di premiazione si è svolta nella splendida cornice del Castello Pandone di Venafro. Dopo la mia introduzione, hanno portato il loro saluto la Vice Sindaco e Assessora alla Cultura del Comune di Venafro, Chiara Capobianco, il consigliere regionale Nicandro Ottaviano e, in rappresentanza della Soprintendenza ai Beni Culturali, Emilio Izzo. Hanno fatto pervenire il loro saluto l’Assessore Regionale alla Cultura Sandro Arco e la deputata On. Sabrina De Camillis.
Ha poi tenuto una brillante relazione il Presidente della Giuria Gerardo Vacana, dopo di che si è tenuta la premiazione vera e propria e tutti i poeti finalisti e segnalati presenti hanno letto ognuno una propria poesia. Il vincitore Giuseppe Napolitano, oltre a leggere alcuni suoi testi, ha fatto un breve intervento spiegando tra l’altro i motivi ispiratori della sua poesia.
In sala, un folto pubblico, attento e partecipe. Molti i poeti, scrittori e intellettuali provenienti da fuori regione, a parte i finalisti e i segnalati. Da Caiazzo Aldo Cervo, da Esperia Antonio De Angelis, da Frosinone Lino Di Stefano, da Napoli Maurizio Vitiello, da Formia Irene Vallone e Max Condreas.
I presenti, in particolare quelli provenienti da fuori zona e che entravano nel Castello Pandone per la prima volta, hanno avuto modo di ammirare questo monumento cittadino, soffermandosi in particolare nella Sala dei Cavalli, e hanno avuto modo anche di visitare la mostra di scultura dell’artista venafrano Giuseppe Verrecchia.
Ha concluso la serata un applauditissimo concerto per flauto e pianoforte tenuto dalle giovani e bravissime musiciste molisane Annachiara Pedicino e Loredana Venditti, che hanno eseguito emozionanti pezzi alternando classici e moderni. Tra i pezzi piú apprezzati dal pubblico il “Libertango” di Piazzolla e “Il postino” di Bacalov, colonna sonora del film omonimo.

La Giuria

La Giuria

Il vincitore Giuseppe Napolitano

Il vincitore Giuseppe Napolitano

Adriano Petta, vincitore per il Giornalismo culturale, e il consigliere regionale Nicandro ottaviano

Adriano Petta, vincitore per il Giornalismo Culturale, e il consigliere regionale Nicandro Ottaviano

Antologia di Napolitano

31 05pmFri, 01 May 2009 17:23:10 +00001202009 2008

Venerdí 8 maggio 2009, alle ore 18,00, sarà presentato a Isernia, nella Libreria “La Luna e sei soldi”, Via Veneziale 8, il libro “Antologia – Poesie 1967-2007” di Giuseppe Napolitano (Guida Ed., Napoli 2008). Ne parleremo io e Ida Di Ianni.
Sabato 9 il libro sarà presentato ad Agnone, Caffè Letterario “F. Jovine”, ore 18,00, da Silvana Poccioni e Francesco Paolo Tanzj.