Archive for luglio 2009

“Il Foglio volante” di agosto 2009

31 07pmFri, 31 Jul 2009 13:54:17 +00002112009 2008

È stato appena spedito agli abbonati “Il Foglio volante” di agosto 2009. Si tratta di un numero speciale dedicato quasi per intero al Premio Letterario “Una Fiaba per te” di San Pietro Infine. Chi desideri ricevere copia saggio ce la può chiedere a uno degli indirizzi: edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com
Riporto, di seguito, un mio breve testo, tratto dalla rubrica “Appunti e spunti”.

I pasticcieri si perdono le “i”

Ho provato a controllare su un motore di ricerca (sì, lo confesso, anch’io soffro della sindrome di google): il termine “pasticcere”, senza la “i”, batte “pasticciere”, con la “i”, per 173.000 a 72.200.
Ebbene, nella parola “pasticcio”, la seconda “i” è solo un artificio grafico del nostro alfabeto per non farci leggere “pasticco”, in quanto al grafema “c” in italiano corrispondono due fonemi, cioè due suoni diversi, uno palatale, come in “cena” e uno gutturale, come in “cane”. Lo stesso vale per “pasticciare”, dove, se non ci fosse la “i” leggeremmo “pasticcare”, ma in “pasticcerò”, “pasticcerei”, la “i” non ci vuole perché il suono palatale già c’è.
Diverso è il discorso di “pasticciere”, dove la “i” appartiene al suffisso “-iere”, un suffisso che generalmente indica il mestiere: “panettiere”, “banchiere”, “staffiere”, “alfiere”, “carrettiere”, “carpentiere” , “portiere”, ecc. E allora dovremo scrivere: “pasticciere”, “pasticciera”, “pasticcieri”, “pasticciere”.
Ma, che volete?, l’uso comanda. E anche i vocabolari – che devono fare, poverini? – Si adeguano. Qualche anno fa non riportavano la forma erronea “pasticcere”, ora (ne ho controllato piú di uno) scrivono: “Pasticcere, V. Pasticciere”. Magari fra qualche anno troveremo “Pasticciere, V. Pasticcere” e poi forse troveremo solo la forma “pasticcere”, tranquillamente sdoganata. Avrà vinto l’ignoranza, ma i linguisti sono pochi, gli ignoranti tanti.

La Sombra del algarrobo

31 07pmFri, 31 Jul 2009 13:47:39 +00002112009 2008

La Sombra

È uscito in questi giorni una nuova edizione del mio poemetto“L’ombra del carrubo”, la cui prima edizione è del 2001 ed era in bilingue, con traduzione francese di Paul Courget (“L’ombre du caroubier”). L’attuale edizione è ancora in edizione bilingue, ma stavolta giorni la versione spagnola del poeta argentino Carlos Vitale (La sombra del algarrobo).
Il libro esce nelle Edizioni Eva (edizionieva@edizionieva.com) e costa € 10,00.
«“L’ombra del carrubo”, che ha sinceramente mosso le mie lacrime, – scrive Ida Di Ianni nella prefazione – non è altro che la storia del mondo. La storia di ognuno: le persone care – chi prima chi poi – inevitabilmente ci abbandonano e lo strazio stesso della perdita, unito all’indicibile smarrimento che coglie dinanzi ad una camera vuota, ad un posto a tavola vacante o all’ombra del carrubo, che “Vanamente / si spande a terra”, lascia giorno dopo giorno il posto ad una struggente malinconia, che in Iannacone si colora di varie tinte, toccando umanamente anche quella del rimpianto».
Qui di seguito, due frammenti in italiano e in spagnolo.

XXX

Riverberi
d’improvviso
nella mente distratta
dagli assilli
delle quotidiane incombenze,
il tuo passo
il tuo viso.
Immagini serene
ormai.
Riverberi
di momenti che amai
e che mai
rivivremo.
 
(2.6.1999)

XXX

Reverberaciones
inesperadas
en la mente distraída
por las preocupaciones
de las urgencias cotidianas,
tu paso
tu rostro.
Imágenes serenas
ya.
Reverberaciones
de momentos que amé
y que nunca
reviviremos.

XXXIV

Sei nell’aria nei viali
nei muri nel vento
nel volo degli uccelli
nel firmamento
nelle policrome ali
delle farfalle.
Sei nei prati d’intorno
umidi di rugiada,
negli ulivi sereni
che ti videro l’ultimo giorno.

XXXIV

Estás en el aire en los paseos
en los muros en el viento
en el vuelo de los pájaros
en el firmamento
en las policromadas alas
de las mariposas.
Estás en los prados de alrededor
húmedos de rocío,
en los olivos serenos
que te vieron el último día

Una Fiaba per te

31 07pmThu, 09 Jul 2009 20:18:26 +00001892009 2008

Cop Fiaba 2009

Si terrà sabato 18 luglio a San Pietro Infine (Caserta), vecchio centro, a partire dalle ore 20, la cerimonia conclusiva del Premio letterario “Un Fiaba per te”, indetto dall’Associazione Culturale “Ad Flexum”, quest’anno alla sua terza edizione.
Il vecchio centro di San Pietro, di recente ristrutturato, con il suo fascino, fa da magnifica cornice a una manifestazione che, essa stessa, trasporta in una magica atmosfera.
Ancora una volta, ci sono stati partecipanti da tutta Italia, con testi di notevole fattura, fra i quali non è stata facile la scelta per la qualificata Giuria, composta da Amerigo Iannacone (presidente), Maurizio Zambardi (Presidente onorario), Aldo Cervo, Ida Di Ianni, Rita Iulianis, Giuseppe Napolitano e Antonietta Perrone.
Il primo premio è andato a Fryda Rota (Borgovercelli – Vercelli), per la fiaba “Dalla terra del poi”; il secondo ad Annamaria Matera (Cosenza), per la fiaba “Il dono della mamma”; il terzo a Valentina Verrillo (Cassino – Frosinone), per la fiaba “Un aquilone di pace”.
Sono stati inoltre segnalati: Renata Alberti (Treviso), Cristina Amoroso (Piglio – Frosinone), Christian Antonini, Introbio (Lecco), Rosa Antonucci (Treviso), Caterina Bigazzi (Lastra a Signa – Firenze), Andrea Biscaro (Isola del Giglio – Grosseto), Giada Cattaneo (Ceriano Laghetto – Milano), Sandra Cirani (Genova), Antonio Delconti (Bellinzago Novarese – Novara), Marcello De Santis (Tivoli – Roma), Vanes Ferlini (Imola – Bologna, Gilberto Germani e Gloria Esposito (Milano), Mariateresa La Porta (Venafro – Isernia), Marco Laratro (Foggia), Paolo Pergolari (Perugia), Augusta Russo (S. Vittore del Lazio – Frosinone).
Un riconoscimento alla carriera è stato inoltre conferito alla scrittrice-poetessa Antonia Izzi Rufo di Castelnuovo al Volturno (Isernia).
Il programma della serata, aperta a tutti, prevede, dopo il saluto delle autorità e gli interventi di Maurizio Zambardi, Amerigo Iannacone e Aldo Cervo, la premiazione dei vincitori e segnalati e la lettura di brani delle loro opere. Intermezzi musicali del Duo campobassano flauto-pianoforte M° Annachiara Pedicino e M° Loredana Venditti.
Tutte le fiabe vincitrici e segnalate sono state inserite in una pregevole antologia, che sarà disponibile per la serata della premiazione.

“Il Foglio volante” di luglio 2009

31 07amWed, 01 Jul 2009 07:24:28 +00001812009 2008

Foglio Luglio 2009
Nel “Foglio volante” di luglio 2009, oltre alle consuete rubriche, contiene, fra gli altri, testi di Antonella Anziano, Ausonio, Loretta Bonucci, Enzo Bonventre, Rossana D’Angelo, Antonio De Angelis, Alessandra Ferrari, Stefy Grimieri, Amerigo Iannacone, Pietro La Genga, Tiberio La Rocca, Pierangelo Marini, Roberto Morpurgo, Franco Orlandini, Teresinka Pereira, Nicola Rampin, Fryda Rota, Daniele Sardone, Carina Spurio, Maria Luisa Toffanin. Chi desideri ricevere copia saggio la può chiedere a uno degli indirizzi: edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com o per telefono (0865.909950).
Riporto qui, di seguito, il testo di apertura e un mio breve testo, dalla rubrica “Appunti e spunti”.

Gabriele D’Annunzio e i cammelli

Gabriele D’Annunzio(1863-1938), durante il suo soggiorno in terra toscana – in cui trovò, nel 1903, ispirazione per le poesie di “Alcyone”, nello splendore della «grande Estate, delizia grande tra l’alpe e il mare» – aveva riguardato, non senza stupore, alcuni cammelli che vivevano lungo il litorale pisano, portati lí per «qual mai novo caso», dalle loro zone bruciate dal sole («dall’immensa Asia o dall’Africa usta»).
Come bestie da soma, facevano continuamente la spola tra le boscaglie estese lungo il corso dell’Arno, e la marina.
Il poeta li rappresenta mentre, carichi delle fascine di rami tagliati, vanno lenti e silenziosi nell’afa soffocante dei sentieri, dove fanno scricchiolare le pigne e le foglie risecchite.
«Passano per la macchia / …sí gravi e tristi e muti!» Non li conduce un bèrbero, ma un bifolco toscano, che rivolge loro le stesse voci di stimolo, usate da sempre, nei campi, verso i tardi buoi.
Appena giunti sul lido, i caramelli si accasciano, quasi stessero per esalare l’ultimo respiro. Per far deporre le fascine, si piegano sui ginocchi, con un grido soffocato. Poi sbadigliano e, nello spalancare la bocca, lasciano vedere l’aspra dentatura giallastra – e il palato violaceo; dalla gola vien su un borbottío discontinuo. Hanno le molli labbra che tremolano; i bruni occhi, che paiono come spenti, lacrimano; quegli occhi che avevano già rispecchiato il deserto e i palmizi.
Poi i cammelli si rialzano e vanno per un altro carico; trascinano lunghe corde, che pendono da un fianco.
D’Annunzio ha provato – e ce lo ha trasmesso – un senso di pena, mista a pietà, nell’osservare i gibbosi animali, «grandi esuli» dal loro ambiente.
Il poeta ha visto nei «deformi somieri», l’immagine dolorosa, antica, quanto il mondo, d’ogni essere vivente, oppresso e affranto sulla faccia della Terra.

Franco Orlandini

Il menu e i determinativi

Un menu che mi è capitato di recente fra le mani, in un ristorante raffinato: “Il Composé di Salumi”, “Il Soffritto D’Agnello”, “Le Lasagnette all’Affumicata di Bufala”, “Le Fettuccine”, “Il Filetto”, ecc. ecc. fino a “Le Fragole con Gelato” e “Il Dolce”; poi: “Lo Spumante”, “Il Vino Rosso Aglianico”, Il Vino Bianco Falanghina”, “L’Acqua Lete e Prata”, ecc. Non parliamo delle maiuscole usate senza risparmio. Ma perché tutte le vivande e tutte le bevande sono precedute dall’articolo determinativo?
Non hanno servito “fettuccine”, ma “Le Fettuccine”, cioè fettuccine uniche e irripetibili. Ma allora quelle che avevo mangiano qualche giorno prima che cos’erano? Non sono state servite fragole con gelato, ma “Le Fragole con gelato”, per cui al di fuori di quelle non ce ne sono altre. Non è stato servito spumante, ma “Lo Spumante”: solo quello è spumante, tutti gli altri si possono buttare.
Ma a che serve quest’enfatizzazione? Forse a far sembrare piú di lusso il ristorante e piú importante l’avventore? Magari bastassero le parole!

Amerigo Iannacone