Archive for novembre 2009

Le “Cronache reali e surreali” a Campobasso

31 11amSun, 15 Nov 2009 10:07:12 +00003182009 2008

Nell’ambito della serie di eventi letterari organizzato dall’Assessorato alla Cultura della Regione Molise che va sotto il nome “Eventi d’Autore – 20 incontri con gli Autori – Leggere il Molise” giovedí 19 novembre 2009, ore 18,45, sarà presentato a Campobasso, nel Palazzo del Governo (P.zza G. Pepe n. 24) il mio libro “Cronache reali e surreali”. Ne parleranno Aldo Cervo e Giuseppe Napolitano.
Ringrazio in anticipo quanti vorranno intervenire.

“Il Foglio volante” di novembre

31 11pmMon, 02 Nov 2009 18:11:32 +00003052009 2008

Nel “Foglio volante” di novembre 2009 compaiono scritti di Lucia Barbagallo, Loretta Bonucci, Enzo Bonventre, Daniela Bruni, Giancarlo Campioli, Mariano Coreno, Antonio De Angelis, Emily Dickinson, Alessandra Ferrari, Sendoo Hadaa, Amerigo Iannacone, Teresinka Pereira, Ivan Pozzoni, Gerardo Vacana.
Come al solito, invito chi desideri riceverne copia saggio a chiederla a uno degli indirizzi: edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com, opp. per telefono al n. 0865.90.99.50.
Riporto qui, di seguito, un mio racconto che parte dalla prima pagina e la poesia inedita “L’evento in cerca di autore, di Gerardo Vacana.

L’ultima intervista

Eugenio Valenti fu colpito dal portone d’ingresso, non sapeva nemmeno lui perché. Sembrava non avere nulla di particolare, eppure lui sentiva come un sentimento di repulsione. Suonò il campanello e venne ad aprire una ragazza, una bella ragazza mora, ben vestita, elegante, ma anche lei gli trasmise un senso di disagio.
– Si accomodi, Dottor Valenti. – Disse la ragazza.
“Dottor Valenti? – pensò Eugenio – Come fa a sapere il mio nome?”
– Ho un appuntamento… – cominciò, ma la ragazza lo interruppe:
– Sí, si accomodi. Il Dottore la farà chiamare appena si sarà liberato.
Il direttore del giornale lo aveva mandato a fare quell’intervista senza dirgli nulla del personaggio e senza dargli la possibilità di procurarsi un minimo di documentazione su di lui. Non aveva fatto in tempo a mettere piede in redazione che il Direttore lo aveva spedito in Via Morgue 33 per quell’intervista.
– Ma di chi si tratta?
– Adelmo Morton. Va’, non ti preoccupare. Per le sei e mezzo voglio il pezzo.
– Ma… – Aveva tentato di dire.
– Vai, vai. Al ritorno ne parliamo.
– Non…
– È un dirigente. Ho detto che ne parliamo al ritorno.
– Vorrei per lo meno…
– Sei un giornalista o no? Saprai fare un’intervista di una colonna e mezzo?
Era giovane, Valenti, lavorava al giornale da una settimana, e non fece altre obiezioni. Si recò in Via Morgue.

Aspettò per dieci minuti. Una sala di attesa anonima: solo un divano e un tavolinetto. Ma sulla parete di fronte uno strano quadro, un olio su tela con una figura astratta, una specie di macchia nera con dei contorni indefiniti su uno sfondo di un rosso cupo. Eugenio non riusciva a staccare gli occhi da quel quadro e a un certo punto gli sembrò quasi che la figura si muovesse. Ma non fece in tempo a pensare, perché la porta interna si aprí e la ragazza di prima gli disse:
– Prego, il Dottore l’attende.
Eugenio entrò e “Strano, – pensò – non c’è nessuno, nessuno è uscito e non ci sono altre porte. Perché mi ha detto che il Dottore era impegnato?”
– Buongiorno, Dottor Morton. Sono…
– Eugenio Valenti, lo so. Si accomodi. È da una settimana che l’attendo.
“Da una settimana?”
– Veramente…
– Lo so, non gliel’hanno detto. Succede sempre cosí. Ma mi dica, Lei che intenzioni ha?
– Volevo farle l’intervista…
– Lasciamo stare. Mi dica sinceramente: come si sente?
– Ehm… bene. In che se-senso? – Si accorse che cominciava a balbettare.
– Psicologicamente. È preparato?
– Veramente, volevo preparare delle domande, ma non ne ho avuto il tempo. Il direttore…
Morton scoppiò in una sonora risata, che a Eugenio fece venire i brividi.
– Stavolta le domande le faccio io.
– Veramente l’intervista do-dovrei farla io. Per le sei e mezzo de-devo essere in redazione per consegnare il pe-pezzo…
– Non ci sarà alle sei e mezzo. In redazione non ci andrà piú. Mi dica, piuttosto, Lei è contento della Sua vita?
– Beh… non so…
– Lei quanti anni pensava di vivere?
“Pensava”?
– Penso…
– È meglio che Lei non pensi.
Morton si alzò e girò intorno alla scrivania per andare verso Eugenio. L’ultima immagine che Eugenio vide, fu Morton che gli si avvicinava e gli sembrò si trasformasse in una macchia nera come quella che aveva visto nel quadro, mentre tutto intorno diventava rosso, un rosso cupo e sfumato.

Amerigo Iannacone

L’evento in cerca d’autore

L’evento grande o minimo
passa per mille bocche distratte
subisce mille travisamenti
ma reclama vera attenzione
cerca un varco
tra gente tetragona indifferente,
giunge fino a te
attenta inquieta foce
terminale dolente.

Per sforzi che faccia
la tua mente (mente, non mare)
non gli ridarà
l’originaria purezza
l’iniziale intatta verità.

29.8.1993

Gerardo Vacana