“Il Foglio volante” di marzo 2010

Nel “Foglio volante” di marzo, oltre alle solite rubriche, compaiono scritti di Domenico Adriano, Loretta Bonucci, Enzo Bonventre, Aldo Cervo, Antonio Deconti, Alessandra Ferrari, Alda Fortini, Amerigo Iannacone, Pietro La Genga, Pierangelo Marini, Teresinka Pereira, Silvana Poccioni, Fryda Rota, Patrick Sammut, Gerardo Vacana.
Chi desideri ricevere copia saggio, ce la può chiedere a uno degli indirizzi: 
edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com, opp. per telefono al n. 0865.90.99.50.
Riporto il breve pezzo di apertura sul Premio “L’Olocausto” e la poesia vincitrice, di Gerardo Vacana

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Premio “L’Olocausto”, una giornata da ricordare
Premiati Vacana, Braccini e ToichUna giornata per ricordare, una giornata da ricordare, quella di giovedí 4 febbraio a Coreno Ausonio per la manifestazione conclusiva del Premio di Poesia “L’Olocausto”. Interventi di testimoni, di autorità, di poeti, di intellettuali, di studenti e un pubblico debordante. Ci sono stati momenti di grande commozione (come durante l’intervento di Nando Tagliacozzo), e momenti di alta poesia.
Le poesie premiate, finaliste e segnalate sono state raccolte in un’antologia (Ed. Eva, Venafro 2010, pp. 64, € 10) distribuita il giorno della premiazione.
Il nostro Premio, come ha scritto il sindaco Domenico Corte nella presentazione, «vuole contribuire, per quanto possibile, a tener viva la memoria di quella che fu forse la piú grande tragedia della storia, affinché non possa accadere mai piú niente del genere, né ci possano essere tentazioni negazioniste».

A Greta BlochTi ho conosciuta nel ’43.
Benché confinata, un periodo
felice della tua vita.
Facevi a piedi la spola

tra San Donato e il mio paese.
Non eri sola: venivano con te
altri ebrei, per fare spesa da noi.

Era un’allegra spola
da amici ad altri amici,
come i primi fidati.
Era una scampagnata
in un paesaggio incantato.
Come una primavera.

Tu insegnavi il tedesco,
la lingua dei tuoi aguzzini
ma anche tua e di Kafka,
l’amore praghese cui avevi donato
il cuore e un bambino.
Venivi ad insegnarla
a un sacerdote poeta,
a Don Gerardo Apruzzese.

A noi ragazzi rurali
stregati dalla tua grazia
insegnavi eleganza – quella morale –
e un modo civile di comportarsi.
(A uno, che divorava un’insalata
rustica, dicesti, col garbo
consueto, non mangiare cipolla
se vai dalla fidanzata.)

In una valle propizia
alle epifanie del divino
un giorno avvenne il miracolo:
il tuo incontro con Cristo.
Battezzata,
fosti una fervente cristiana.

E quando i tempi si fecero piú funesti
venisti deportata in un lager,
da cui non sei piú tornata.
Ma non sapevano i tuoi assassini
che nulla potevano oramai
contro la tua nuova fede.
Ti dava speranza e conforto
Gesú sotto la croce,
Cristo per sempre risorto.

(6-8 gennaio 2010)            Gerardo Vacana 

 

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