“Il Foglio volante” di giugno 2010

Nel numero di giugno del “Foglio volante”, oltre alle solite rubriche (“Versetti e versacci”, “Lettere al foglio”, ecc.) compaiono scritti di Domenico Adriano, Bastiano, Loretta Bonucci, Enzo Bonventre, Fabiano Braccini, Giseilda Campolo, Claudio Carbone, Lisa Carducci, Aldo Cervo, Mariano Coreno, Pino De Renzi, Alessandra Ferrari, Alda Fortini, Amerigo Iannacone, Antonia Izzi Rufo, Tiberio La Rocca, Alfred Massa, Teresinka Pereira, Carmela Tuccari.
Chi desideri ricevere copia saggio, la può chiedere a uno degli indirizzi: edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com, opp. per telefono al n. 0865.90.99.50.
Riporto qui, di seguito, un breve testo dalla rubrica “Appunti e spunti” e l’articolo “Cultura e libertà di stampa” a mia firma.

Il sindaco è incinto?

Capita ogni giorno di sentire o leggere frasi del tipo: «È intervenuta il Ministro Gelmini…», «Il sindaco di Milano Moratti è stata intervistata…» e simili, dove c’è un’evidente discordanza grammaticale tra il verbo – al femminile – e il sostantivo – al maschile. Obiezione: ma Gelmini e Moratti sono donne. Sì, ma il genere grammaticale di “sindaco” e di “ministro” è maschile. Il genere grammaticale infatti non ha niente a vedere col sesso, infatti “sentinella”, “guardia”, “recluta”, “vedetta”, sono di genere femminile anche se si riferiscono a un uomo e “soprano”, “contralto”, “mezzosoprano”, sono maschili anche se riferiti a donne. “Sindaco”, “ministro”, “assessore” sono sempre maschili sia che si riferiscano a un uomo sia che si riferiscano a una donna e “persona”, “guida”, “spia”, sono sempre femminili sia se riferiti a un uomo sia se riferiti a una donna. Inoltre il genere grammaticale vale anche per gli oggetti: “matita” è femminile e “lapis” è maschile. Il “mare” e il “fiore” in Italia sono maschi e in Francia sono femmine (“la mer”, “la fleur”).
Se suona comica una frase del tipo «il sindaco è incinto» è altrettanto paradossale una come «il sindaco è incinta». Ma allora: perché non dire “la ministra”, “la sindaca”, “l’assessora”, “la notaia”, ecc.? Che c’è di male? L’orecchio non è abituato? Si abituerà.

Cultura e libertà di stampa

Si è parlato molto negli ultimi giorni e si continua a parlare, giustamente, di attacchi alla libertà di stampa, per via della cosiddetta legge sulle intercettazioni.
Ma un grave attacco alla libertà di stampa è costituito anche dal decreto di Tremonti e Scajola (quello cui hanno comprato la casa a sua insaputa). Un decreto – che abbiamo citato anche nello scorso numero del Foglio volante – che abolisce la tariffa ridotta editoriale, con la conseguenza che raddoppia il costo di spedizione dei libri e aumenta piú del doppio la spedizione dei periodici.
La libertà di stampa non è solo quella di un centinaio di quotidiani, una decina dei quali a diffusione nazionale, ma anche quella dei periodici, come Il Foglio volante, che hanno una tiratura di alcune centinaia o poche migliaia di copie, ma che sono piú di diecimila e complessivamente hanno un peso notevole.
Il popolo, secondo un’antica consuetudine, deve essere tenuto nel’ignoranza, perché possa essere meglio dominato. I cervelli devono essere obnubilati e vale sempre l’antico adagio del “panem et circenses”, soprattutto “circenses”, ovvero cose come gli insulsi quizzetti televisivi. Tutto perché la gente non pensi.
A. I.

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Una Risposta to ““Il Foglio volante” di giugno 2010”

  1. marcello de santis Says:

    sono tutta una “cricca”
    e noi giustamente, come ci definì il messia, simao tutti coglioni che permettiamo questi governanti

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