Archive for luglio 2010

“Il Foglio volante” di agosto

31 07pmWed, 28 Jul 2010 20:24:34 +00002082010 2008

Nel numero di agosto del mensile letterario e di cultura varia “Il Foglio volante – La Flugfolio”, oltre alle solite rubriche (“Versetti e versacci”, “Appunti e spunti”, ecc.) compaiono scritti di Bastiano, Loretta Bonucci, Enzo Bonventre, Fabiano Braccini, Vincenzo Calce, Giuseppe Campolo, Dante Cerilli, Carmelo Cimino, Mariano Coreno, Carla D’Alessandro, Antonio Delconti, Amerigo Iannacone, Pietro La Genga, Amado Nervo, Silvana Poccioni, Nicola Rampin, Fryda Rota.
Chi desideri ricevere copia saggio, la può chiedere a uno degli indirizzi: edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com, opp. per telefono al n. 0865.90.99.50.
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Riporto qui di seguito il pezzo di apertura e una mia poesia.

Internet, il sol dell’avvenire
Il sentimento individuale di appartenere a un popolo sembra resista ancora.
Popolo che tuttavia accoratamente ci raccontano spaccato per fazioni contrapposte. L’ultima lamentata è una demarcazione culturale grave, che ci pone, al solito, all’ultimo posto in Europa. Non si è fatto in tempo a completare l’alfabetizzazione,  con l’effetto unificante della soppressione dei dialetti (la globalizzazione l’abbiamo inventata noi); che un altro muro, eretto sulla mezzeria del 50%, separa gli internetizzati dai pcfobici.
Malgrado gli sforzi delle finanziarie, l’obbligo di scaricare i moduli on line, gli allettamenti di banche e assicurazioni, le seduzioni di siti bellavista e lo status symbol dell’indirizzo e-mail; gli italiani sono divisi ancora una volta in due schiere contrapposte, a riprova della loro cocciutaggine, arretratezza, ignavia e poltroneria. Una parte a mortificazione di tutti, poiché il concetto di popolo non si è evoluto al punto da lasciar decadere l’identificazione insignificante e astratta di italiani o francesi o svizzeri, per prendere coscienza di cibernetici – e sentirsi totalmente estranei da tutti gli altri. Nel frattempo, la sezione dei resistenti viene incalzata, spronata, frustata da politici e mezzi di informazione, perché si scuota, ceda, si converta al richiamo civile. Essa è attesa dalle generose braccia aperte dell’industria avanzata e dal commercio socialmente attento.
Gli eletti navigatori di rete approdano da un sito all’altro, da un blog all’altro, da un forum a un altro. Si immergono in ambienti scientifici, filosofici, esoterici, settari, come l’interesse, il capriccio o il caso vuole. Disquisiscono, disputano, apprendono, discettano di qualsivoglia argomento senza bisogno di presentare diploma di laurea. Chiunque può avere una libera docenza in qualsiasi branca dello scibile, senza penuria di seguaci e fans. Non devi far parte di nessun ordine oneroso, di nessun sindacato con presidenti non si sa da chi eletti; ti muovi come vuoi, fai ciò che vuoi, come un iniziato.
Sei parte dell’America siderale, sei un pioniere, un avventuriero sulle frontiere infinite dell’ultimo ovest. E non porti cinturone e pistole, che pesano. “Ciao” e parli con chiunque. Non ci sono caste, come nell’altro mondo. Non sei nemmeno irrigidito in una lingua, con la sua grammatica e sintassi. Sei più indipendente di un angelo.
Per esempio, riporto due frammenti emblematici stralciati da un forum:
“No, io li preparo con gli enigmi, non sono brava e spesso li mangio solo io, partendo dalle code. La mamma le taglia quando sono secche e le butta nel compost, se le tagli da giovani il pigatello non si sviluppa. Allora si toglie l’anima, che qui c’è la diceria che faccia molto male. Ma quando capita ben prima che il fiore fiorisca, mangiamo solo i bigoli in tronchetti di un centimetro, in padella col burro, condimento del riso bollito e grana o in frittata”.
“E si c’harà Claudia, kome ti oh detto in precidenza i topin’àmbur quì una votta sì kiamerebbero pistachi. Cue’ì pistachi fossero una derlizia per ke non sarebboro come quelli di ora chè quì sì comprano al supermercato chè sono come trasparenti è se t’ì azzardi ha lasciarli due giorni si sgonfiano è dìventano come cacketta seca di kane. Mentre cuelli chè tu è il mondo chiamate pistachi quì dì certo si kiamassero fastuca. Sicuro che cossì ti s’eì fatta una coltura piu larga, mandando un saluto strapazz’hato”.
Riuscirà mai, alla carta stampata, di portarsi a livello?

Giuseppe Campolo

 

 Intanto muore

Anche tu, amico, a vent’anni
eri immortale, senza
malanni, quando
avevi un cuore ricco di programmi.
Policromi danzavano i tuoi sogni
ogni cosa doveva accadere,
e la vita futura brillava.
Poi tutto è accaduto. Tutto
o forse nulla
e brulla la vita
non ha mai brillato.
Intanto muore
il respiro affannoso del futuro.

Isernia, 25.2.2010

                  Amerigo Iannacone

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Una fiaba per te

31 07amMon, 26 Jul 2010 07:19:23 +00002062010 2008

 

Ecco i vincitori e segnalati del Premio Letterario “Una fiaba per te” di San Pietro Infine. Cerimonia di premiazione tenuta sabato 17 luglio, alla presenza di un pubblico formato in buona parte da poeti, scrittori ed artisti.
Il primo premio è andato quest’anno a Luigia Forgione, di Presenzano (Caserta), per la fiaba “Gisa”, il secondo a Rina Bontempi, di Ancona, per la fiaba “La riscossa dell’onorevole Romeo”, il terzo a Vanes Ferlini, di Imola (Bologna), per la fiaba “La matita magica”.
Segnalati:
– Renata Alberti, Oderzo (TV),
– Rosa Antonucci, Treviso,
– Maria Assunta Bassano, Cosenza,
– Michele Clemente, Cassino (FR),
– Anna de Castiglione, Milano,
– Monica Fiorentino, Sorrento (NA),
– Valeria Groppelli, Crema (CR),
– Umberto La Marra, Candia Canavese (TO),
– P. Luca dei Dolori di Maria, Passo Corese (RI),
– Madre Maria Valentina, Passo Corese (RI),
– Paolo Pergolari, Perugia
– Michele Piccolino, Ausonia (FR)
– Rosa Speranza, Napoli
– Domenico Tata, Alvito (FR)
– Debora Vernieri Cotugno e Michela di Lemme, Isernia
– Valentina Verrillo, Cassino (FR).
Menzione speciale a Giulia Gaffuri, Crema (CR)
Tutte le fiabe vincitrici e segnalate sono state inserite in una bella Antologia pubblicata dalle Edizioni Eva (Venafro, 2010, € 15,00), impreziosita in copertina da un bellissimo disegno di Ilaria Fuoco.

Prefazioni e postfazioni

31 07amMon, 26 Jul 2010 07:17:16 +00002062010 2008

S’intitola “Prefazioni e postfazioni” il mio nuovo libro (Ed. Eva, Venafro 2010, pp. 172, € 16,00), e raccoglie, in ordine cronologico, 66 tra prefazioni, postfazioni e note critiche, da me stilate nel corso di 25 anni. La prima prefazione risale al 1985, le ultime due sono relative a libri ancora in corso di stampa.

“Il Foglio volante” di luglio

31 07pmThu, 08 Jul 2010 20:00:40 +00001882010 2008

Nel numero di luglio del “Foglio volante”, oltre alle solite rubriche (“Versetti e versacci”, “Appunti e spunti”, ecc.) compaiono scritti di Massimo Acciai, Bastiano, Loretta Bonucci, Enzo Bonventre, Fabiano Braccini, Maria Luigia Cipriani, Mariano Coreno, Carla D’Alessandro, Stelvio Di Spigno, Georges Dumoutiers, Vito Faiuolo, Aurelio González Ovies, Amerigo Iannacone, Pietro La Genga, Tiberio La Rocca, Teresinka Pereira, Silvana Poccioni, Nicola Rampin, Fryda Rota, Anna Ruotolo, Domenico Tirino.
Chi desideri ricevere copia saggio, la può chiedere – come al solito – a uno degli indirizzi: edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com, opp. per telefono al n. 0865.90.99.50.
Riportiamo qui, di seguito, il testo di apertura rubrica a firma del direttore Amerigo Iannacone.

C’era una volta la calligrafia

C’era una volta la calligrafia. Poi un asino s’inventò lo slogan “la calligrafia è lo studio degli asini”. Chissà perché. Forse perché etimologicamente “calligrafia” significa “bella scrittura” e l’asino pensava che la scrittura non dovesse essere bella. Ma, a parte il fatto che il bello non guasterebbe, tanto piú se osserviamo gli sgorbi che la maggior parte di noi traccia quando scrive  a mano, la calligrafia non era solo “bella scrittura”, ma era lo studio della scrittura fatta nel modo piú razionale possibile.
La calligrafia insegnava, per esempio, che la scrittura doveva essere inclinata verso destra con un angolo di circa 36 gradi, in modo da assecondare i movimenti del polso e dell’avambraccio. La scrittura dritta fu introdotto nel periodo fascista perché un oculista aveva detto al ministro della pubblica istruzione che la scrittura inclinata farebbe male agli occhi, chissà poi perché.
La calligrafia insegnava che il quaderno, il blocco, il foglio su cui si sta scrivendo dovrebbe anch’esso essere posizionato con un angolo di 36 gradi con la linea del bordo del banco o della scrivania (se poi i gradi sono 38 o 34 va bene lo stesso); insegnava che la penna va impugnata con i polpastrelli del pollice e dell’indice e va poggiata sul medio, che vanno evitati quando possibile gli stacchi di mano all’interno della parola, tra lettera e lettera, o anche per il punto sulle “i” o il taglietto della “t”, che andrebbero messi dopo; insegnava la posizione dello scrivente, a partire dalla testa e dal busto, ecc.
Se ci capita di trovare un manoscritto di un nostro nonno o bisnonno, vediamo una scrittura elegante e perfettamente leggibile, anche se l’autore dello scritto aveva fatto solo la terza elementare. Quella scrittura era anche razionale e consentiva una velocità di scrittura superiore a quella di oggi. Infatti, mentre in altri campi si sono fatti progressi in campo grafico c’è stato regresso.
Se osserviamo i nostri ragazzi scrivere, possiamo vedere che nove su dieci impugnano male la penna, mettono male il quaderno, si posizionano male, e il risultato è che spesso il testo scritto per gli altri è indecifrabile e talvolta anche per lo stesso scrivente, se è passato un po’ di tempo.
La colpa non è dei ragazzi: nessuno ha insegnato loro il modo corretto di scrivere. E non è colpa nemmeno della povera maestra delle scuole elementari, che non ha studiato calligrafia, né tecnica grafica, né igiene del lavoro.
Lo so che parlare di calligrafia in tempi di totale e incondizionata informatizzazione sembra anacronistico, ma non è cosí. La scrittura manuale non può che rimanere comunque alla base dell’alfabetizzazione e non può che accompagnarci per tutta la vita, computer o non computer.

Amerigo Iannacone