“Il Foglio volante” di settembre

Nel “Foglio volante” di settembre, testi di Massimo Acciai, David B. Axelrod, Bastiano, Paolo Battista, Loretta Bonucci, Enzo Bonventre, Claudio Carbone, Aldo Cervo, Mariano Coreno, Amerigo Iannacone, Antonia Izzi Rufo, Tatiana Koroleva, Pietro La Genga, Mircea Oprită, Teresinka Pereira, Nicola Rampin, Fryda Rota, Gerardo Vacana, Irene Vallone.
Chi desideri ricevere copia saggio, la può chiedere a uno degli indirizzi: edizionieva@libero.it, edizionieva@edizionieva.com, opp. per telefono al n. 0865.90.99.50.
Riporto qui, di seguito, il mio pezzo di apertura e il breve testo della rubrica “Appunti e spunti”

Aiuto, ci stanno rubando l’identità

L’identità di un popolo si basa sulla peculiarità del territorio, sulle strutture architettoniche e paesaggistiche, sulle tradizioni, sugli usi e costumi, su molte altre cose e, soprattutto, sulla cultura e sulla lingua. Da un po’ di anni, con le multinazionali, con il soggiogamento fatto passare per apertura all’internazionalità, con il plagio e l’assoggettamento culturale, fatto in modo apparentemente indolore, soprattutto tramite i mezzi di informazione, l’identità si va sempre piú perdendo. Con l’accettazione supina, e spesso connivente, di chi invece dovrebbe avere uno scatto di orgoglio e difendere la propria identità.
Siamo sulla strada di un mondo omologato e mecdonaldizzato, dove non c’è praticamente differenza tra i prodotti di un centro commerciale di Roma, uno di Parigi, uno di New York, uno di Pechino. Le multinazionali combattono contro di noi una guerra sottotraccia, non con le armi, ma con l’anestetizzante della pubblicità. E siamo ormai in un mondo dove si impongono mode, prodotti, linguaggi preconfezionati che fagocitano il preesistente
Se andate a Valmontone, nei pressi di Roma, trovate una cosa che si chiama “Fashion District: Valmontone Outlet”: in italiano c’è solo il nome “Valmontone”, che evidentemente non hanno saputo tradurre, e poi c’è la specificazione: “Il più grande network italiano di Outlet”. Chi oserebbe dire “rete”, “catena” di negozi? Nessuno vuol sembrare un provinciale. Invece vuoi mettere “network”? È tutta un’altra cosa.
Ci andai insieme con mia figlia qualche anno fa, quando aveva da poco aperto e la parola “outlet” non era ancora diffusa (ma vedente come avanza rapida l’imbarbarimento linguistico!). Provammo a chiedere a piú di uno, commesse e proprietari, che cosa significasse la parola “outlet” e solo dopo numerosi tentativi senza risultato, ci diede la spiegazione un giovane commesso: «Significa che compri ’a robba e ’a paghi de meno». Ora il termine “outlet” lo trovo anche nel vocabolario, che mi dice: “forma abbrev. di factory outlet” e a “factory outlet” precisa che significa “vendita aziendale”. Ma chi mai direbbe “vendita aziendale” o qualcosa di simile: rischierebbe di farsi capire da tutti.
I centri commerciali sono ormai diventati anche siti dove trascorrere un’inutile domenica. In un tale “non-luogo”, fatto di colori e suoni frastornanti, intruppato in una folla anonima, sei sempre piú solo. E perdi non solo l’identità, ma anche la coscienza dell’identità perduta.

Amerigo Iannacone

Allarme lingua

Non sono solo le specie animali e vegetali a rischiare l’estinzione: sono in via estinzione circa tremila parole della nostra lingua. L’allarme è lanciato dal vocabolario Zingarelli 2010. Intanto vengono coniati, sempre piú spesso, superflui, bruttissimi, neologismi, per lo piú di provenienza straniera, imposti in nome di un malinteso senso di modernità.
In televisione, sui giornali, nella scuola, nelle sedi ufficiali, un italiano sempre piú degradato. Troviamo neologismi inutili, anglo-americanismi ingiustificabili, sbandierati come ammodernamento linguistico. E c’è forse da meravigliarsi se le lingue di lavoro dell’Unione Europea non contemplano l’italiano?
Andrebbe riconsiderato il prezioso patrimonio della nostra lingua e andrebbe riproposta la Storia della lingua italiana (Sansoni 1960) dell’italianista ed esperantista Bruno Migliorini, dove il neopurismo viene definito «tendenza a escludere dalla lingua quelle voci straniere e quei neologismi che siano in contrasto con la struttura della lingua, favorendo, invece, i neologismi necessari e ben foggiati».
Qualcuno come il Comitato “Allarme lingua” (http://www.allarmelingua.it) prova a dire la sua. Già nel 2004 si faceva promotore di un “Disegno di legge per la difesa dell’italiano”. Ma sembra una vox clamans in deserto.

Amerigo Iannacone

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2 Risposte to ““Il Foglio volante” di settembre”

  1. Francesco Urzì Says:

    Con riferimento al suo articolo “Allarme Lingua”, le segnalo l’uscita del mio Dizionario delle Combinazioni Lessicali” (DCL), con il quale spero di contribuire a un salvataggio in extremis del nostro idioma.

    L’opera, che nasce dalla mia esperienza concreta di “utente della lingua” (per dirla con Cesare Marchi), è una prima assoluta nel panorama lessicografico italiano, come sottolineato dai linguisti intervenuti in occasione delle mie presentazioni nelle Università italiane (tra gli altri il Prof. Giuseppe Patota, Direttore lessicografico della Garzanti). il DCL trova il suo target naturale in tutti coloro che utilizzano attivamente la nostra lingua (scrittori, giornalisti, traduttori, studenti e in chiunque si trovi a dover redigere un testo). L’Editore, l’Associazione Convivium di Lussemburgo (convivium.lu), presieduta dalla Prof.ssa Maria Luisa Caldognetto, Professore all’Università di Treviri, ha il fine istituzionale di promuovere la cultura italiana nel Granducato.

    Recentemente edito dalla Convivium di Lussemburgo il Dizionario delle Combinazioni Lessicali (DCL) è stato presentato all’Istituto italiano di cultura di Lussemburgo lo scorso 27 febbraio.

    Altre presentazioni hanno avuto luogo (tra l’altro) il 6 aprile presso il Dipartimento di Scienza della Formazione dell’Università di Messina (introduzione del Prof. Giuseppe Rando); a Palermo presso la Libreria La Penna e la Civetta, presso l’Università LUSPIO (dietro invito del Prof. Luigi Muzii e con la partecipazione del Prof. Giuseppe Patota, ordinario di Linguistica italiana presso l’Università di Siena-Arezzo) e presso la Biblioteca civica di Villa Amoretti a Torino con la partecipazione del Prof. Claudio Marazzini, ordinario di Storia della lingua italiana all’Università del Piemonte orientale. Sarà presentato ancora il 18 novembre presso il Dipartimento di italianistica dell’Università di Treviri (Prof.ssa Maria Luisa Caldognetto)

    Articoli sul Dizionario apparso sul Corriere del Ticino, a firma di Carla Marello, Professore ordinario di Didattica delle Lingue Moderne all’Università di Torino e su quotidiani di Messina e Palermo.

    L’opera sarà recensita sul prossimo numero (settembre) dell’International Journal of Lexicography.

    Ulteriori informazioni sul Dizionario sono disponibili sul sito http://www.combinazioni-lessicali.com, dove è possibile consultare un ampio estratto dell’opera e una mia breve nota biografica.

    Di seguito un estratto di un comunicato per la stampa

    “Con i suoi 6700 lemmi e le sue oltre 110.000 combinazioni di parole, il DCL si pone quale complemento indispensabile al dizionario generale e al dizionario dei sinonimi

    Il Dizionario delle Combinazioni Lessicali permette, partendo da un sostantivo, da un verbo o un avverbio (la “base”), di reperire la parola che con la base forma una combinazione frequente o consolidata dall’uso.

    Scoprirete così che l’inquietudine serpeggia, che il debito di un’azienda si ripiana o che un aumento (dei prezzi, della produttività) può essere lieve, leggero, debole, modesto, discreto, continuo, costante, temporaneo, graduale, progressivo, sostenuto, pronunciato, sensibile, significativo, notevole, forte, consistente, netto, esponenziale, vertiginoso, incontrollato, rapido, repentino, drastico …

    …oppure anche che in cucina possiamo trovare uno spicchio, una testa o anche una resta d’aglio, che uno stormo di anatre è passato sopra le nostre teste, che il figlio ha commesso un atto di indisciplina o che la sera, sulla spiaggia, il mare mormora sommessamente.”
    Con i suoi 6700 lemmi e le sue oltre 110.000 combinazioni di parole, il DCL si pone quale complemento indispensabile al dizionario generale e al dizionario dei sinonimi

    Il Dizionario delle Combinazioni Lessicali permette, partendo da un sostantivo, da un verbo o un avverbio (la “base”), di reperire la parola che con la base forma una combinazione frequente o consolidata dall’uso.

    Scoprirete così che l’inquietudine serpeggia, che il debito di un’azienda si ripiana o che un aumento (dei prezzi, della produttività) può essere lieve, leggero, debole, modesto, discreto, continuo, costante, temporaneo, graduale, progressivo, sostenuto, pronunciato, sensibile, significativo, notevole, forte, consistente, netto, esponenziale, vertiginoso, incontrollato, rapido, repentino, drastico …

    …oppure anche che in cucina possiamo trovare uno spicchio, una testa o anche una resta d’aglio, che uno stormo di anatre è passato sopra le nostre teste, che il figlio ha commesso un atto di indisciplina o che la sera, sulla spiaggia, il mare mormora sommessamente.”

    Cordiali saluti
    Francesco Urzì

  2. Renzo Says:

    E che dire del tecnologico che si intrufola nell’italiano? Nel mio ambito, quello informatico, si sentono spesso parole di origine inglese che vengono mal riadattate in un italiano maccheronico, qualche esempio, customizzare (da custom), tokenizzare (da token), committare (da commit) e cose di questo genere. Spero non entrino a far parte dello Zingarelli anche queste!

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