“Il Foglio volante” di gennaio 2012

“Il Foglio volante” di gennaio 2012 è un numero dedicato quasi per intero al Premio di Poesia “Città di Sant’Elia Fiumerapido”, che è stato vinto quest’anno da Elio Pecora. Nel numero compaiono testi di Pasquale Balestriere, Amerigo Iannacone, Domenico Novaresio, Elio Pecora.
Ricordo che chi desideri abbonarsi o ricevere copia saggio, si può rivolgere a edizionieva@libero.it o può telefonare al n. 0865.90.99.50.
Riporto, qui di seguito, il testo di apertura, le poesie di Pecora  e un testo dalla rubrica “Appunti e appunti – Annotazioni linguistiche”.

A Pecora, Novaresio e Balestriere il Premio “Sant’Elia Fiumerapido” 2011

Va a Elio Pecora eminente poeta romano, il Premio di Poesia “Città di Sant’Elia Fiumerapido” edizione 2011. Nato nel 1936 a Sant’Arsenio (SA), Pecora vive da anni a Roma e occupa una posizione di rilevo nel mondo delle lettere. Ha pubblicato romanzi, saggi critici, una biografia di Sandro Penna, ha curato antologie di poesia contemporanea e ha collaborato a quotidiani, settimanali e riviste. Numerosi sono i suoi libri di poesie, l’ultimo è Simmetrie, uscito nel 2008, nello “Specchio” Mondadoriano. È fondatore della prestigoosa rivista di poesia internazionale Poeti e Poesia.
Al secondo posto si classifica Domenico Novaresio, di Carmagnola (Torino), al terzo Pasquale Balestriere, di Barano d’Ischia (Napoli).
Vengono inoltre segnalati i poeti: Mauro Barbetti – Osimo (Ancona), Carla Baroni – Ferrara, Ermanno Boffi – Milano, Vincenzo Calce – Roma, Anna De Santis – Cassino (Frosinone), Leonardo Facchini – Torino, Giuseppe Garrapa, Franco Fiorini – Veroli (Frosinone), Renzo Piccoli – Bologna, Vittorio Piscopo – Gallinaro (Frosinone), Domenico Ruscetta – Ceprano (Frosinone), Maria Stabile – Vita (Trapani), Giovanni Tumminello – Castelbuono (Palermo), Pasquale Vinciguerra – Giardini Naxos (Messina).
Un Premio, il “Sant’Elia Fiumerapido” – giunto ormai alla XIV edizione e che quindi si può dire notevolmente longevo se si tiene conto di tanti premi che nascono e muoiono – che costituisce un appuntamento importante e atteso negli ambienti letterari.
Una parola di lode va rivolta al Sindaco Fabio Violo, per la sensibilità dimostrata, , all’Assessore alla Cultura Antonio Trelle, che del Premio è l’organizzatore e l’animatore, ad Angela Di Cicco, Presidente della Commissione Cultura del Comune di S. Elia, e poi alla giuria – di cui va riconosciuta la competenza e la serietà – composta da Amerigo Iannacone (Presidente), Carmine Brancaccio, Paolo De Paolis, Ida Di Ianni e Graziuccio Di Traglia.


Due poesie per la madre

1.

Il corpo della madre
è un porto mai raggiunto,
pure è di là che parte,
– ne parte per tornare
e ripartirne il figlio.
Di quel cavo ha sentito
la perdita, il distacco,
quindi un lungo vagare
nei recinti del mondo,
inebriato, deluso,
dentro il sogno confuso
di un’iniziale, persa,
colma felicità.

Nel corpo della madre
– logoro sacco d’ossa,
di liquami –
negli occhi che s’attendono
ancora la salute, l’allegria,
un’uguale promessa,
il primo patto,
l’unica immedicata nostalgia.
E un altro cavo,
un altro ancora
fino al solco, alla mota,
mai piú la madre e il figlio,
non il dopo né il prima,
paradiso/giardino,
irrinunciabile ruota.

2.

Che sa l’uno dell’altra?
Pure andarono insieme
lungo molte stagioni
– anche lontani, ignari,
stretti in diverse pene,
per diversi stupori.
E ciascuno portò la sua fatica,
ciascuno fu portato
là di dove sarebbe partito,
dove sarebbe tornato.
… C’è un punto nelle viscere,
lungo le arterie, pulsa nella fronte,
alita in petto,
incespica nei piedi:
a volte il desiderio lo intravede:
è un lume che vacilla, una domanda
persa dentro il rumore:
in quel punto ciascuno
si dà un nome e un cammino,
vi conserva il bagaglio
pesante, rattoppato
che chiamano destino.

Elio Pecora
Il fascino dell’oggetto misterioso

Capita spesso di leggere negli indirizzi Egregio Signor Tal dei Tali, c/o Tal Altro, ecc. Ma quel “c/o”, che mai sta a significare? Ebbene: si tratta di un’abbreviazione, che abbiamo pappagallescamente mutuato come al solito dall’inglese, che sta per “care of”, cioè “a cura di”.
Se, per esempio, la lettera è indirizzata al Signor Giovanni Rossi, che alloggia presso Antonio Bianchi, si usa scrivere: Egregio Signor / Giovanni Rossi / c/o Antonio Bianchi / Via ecc.
Premesso che a volte è anche improprio, quando per esempio “c/o” è riferito non a una persona ma a un ente, una società, ecc., non sarebbe meglio scrivere, semplicemente, elegantemente, italianamente, “presso”? Ovvero: Egregio Signor Antonio Bianchi, presso Giovanni Rossi, ecc.
Evidentemente in “c/o” c’è il fascino dell’oggetto misterioso.

Amerigo Iannacone

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