“Il Foglio volante” di settembre 2012

“Il Foglio volante” di settembre 2012 si apre con una mia fiaba. Vi sono poi testi di Domenico Adriano, Giorgio Bàrberi Squarotti, Loretta Bonucci, Aldo Cervo, Mariano Coreno, Carla D’Alessandro, Italo Fortuna, Pietro La Genga, Giuseppe Napolitano, Fryda Rota, Patrick Sammut.
Ricordo che per ricevere ogni mese a casa “Il Foglio volante” cartaceo, bisogna abbonarsi. L’abbonamento costa 17 euro e dà diritto a ricevere due libri omaggio, per un prezzo di copertina superiore al costo dell’abbonamento.
Per ricevere copia saggio,ci si può rivolgere a edizionieva@libero.it o si può telefonare al n. 0865.90.99.50.
Riporto qui di seguito la fiaba di apertura e una poesia di Domenico Adriano.

Pippetto e il sangue a colori

Pippetto aveva il sangue verde. Era nato cosí e tutti lo sapevano. Quando nacque tutti rimasero sorpresi e meravigliati perché non avevano mai visto uno con il sangue verde.
La mamma Genoveffa disse: «A me però sarebbe piaciuto di piú col sangue blu. Avremmo potuto dire che era un nobile.»
Genoveffa era una lavandaia ma da ragazza avava sempre sognato il principe azzurro. Poi aveva sposato Gaspare, che era un manovale e aveva il sangue rosso.
Gaspare disse: «Io lo avrei preferito col sangue rosso, come me, comunista come me, di come ce n’erano una volta. Questo qui me lo prendono per un leghista.»
«Ma che leghista! – diceva Margherita, la prima figlia, ormai quindicenne – Vuol dire che è un ecologista.»
Nonno ’Ntonio disse: «Però Genoveffa non ha tutti i torti: un azzurro chiaro, diciamo azzurro Savoia…»
«Sempre con queste nostalgie, ’Ntonio. – Disse la moglie Nina – Caso mai un rosa pallido, cosí si intonava con la tappezzeria.»
L’altro nonno, quello materno, Bastiano, invece, pensava a un colore grigio, come i suoi capelli e la moglie Annangela pensava a un sangue arancione, che era il suo colore  preferito.
E cosí tutti gli altri parenti, via via, ognuno col colore che piú gli piaceva.
«Basta, – disse a questo punto papà Gaspare – qui comando io!»
Tutti fecero «Ehhhhhh….»
«Dobbiamo portarlo da un medico specialista che conosco io e lo facciamo aggiustare.» concluse Gaspare.
«Di che colore lo volete?» chiese il medico. Cento voci risposero:
«Azzurro!»
«Rosso!»
«Giallo!»
«Viola!»
«Arancione!»
«Rosa shocking!»
«Indaco!»
«Ultravioletto!»
«Amaranto!»
……….
«Va bene, ho capito, – disse il medico – ci penso io.»
Prese Pippetto e se lo portò in laboratorio. Dopo qualche ora di attesa riuscí con un Pippetto tutto rinnovato: Pippetto col sangue tricolore. Un vero patriota.

Cittadella del Capo, 11 luglio 2012

Amerigo Iannacone

Due alberi

Bambino vidi con mio padre un fico
a strapiombo in un crepaccio. Intorno
vi volavano uccelli,
nel becco già il seme d’altri viaggi.

Tra i muri di una casa mutilata,
mi portò un merlo
a un albero giovane snello:
mani e becco a inseguire more, i fichi
alti d’ali e di cielo.
Il bambino si issava sopra i sassi
con gli occhi che volavano coi rami.

Mai sazio della viva
poesia, su fil di lama,
iniziò allora forse
a chiedersi la misura
del verso, quando finì
tra le spine con lo schianto di un ramo.

18 settembre 2010

Domenico Adriano
Roma

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