“Il Foglio volante” di ottobre

Il numero di ottobre 2012 del “Foglio volante” si apre con un articolo relativo al 79° Congresso di Esperanto tenuto a Mazara del Vallo. Vi compaiono poi, oltre alle solite rubriche, testi di Giancarlo Albisola Albertalli, Loretta Bonucci, Aldo Cervo, Antonio De Angelis, Pietro Paolo Dionisi, Georges Dumoutiers, Amerigo Iannacone, Pietro La Genga, Adriana Mondo, Fryda Rota, Carlo G. Zizola.
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Riporto, qui di seguito, l’articolo di apertura, una poesia di Adriana Mondo e un breve testo dalla rubrica “Appunti e spunti – Annotazioni linguistiche”.

Mazara del Vallo, 79° Congresso di Esperanto
Persone con persone: l’intuizione multietnica di Zamenhof

Storia, arte, mare, sole, ospitalità, buona cucina. Siamo a Mazara del Vallo per il 79° Congresso Italiano di Esperanto che si è svolto dal 17 al 25 agosto, con 328 partecipanti. Congresso italiano, ma almeno la metà dei congressisti proveniva dall’estero e non solo dall’Europa ma tutti e cinque i continenti, perfino dal Brasile, dal Canada, dal Madagascar, dall’Australia, dalla Russia, dalla Corea del Sud, dall’Angola, dal Costa Rica, ecc.
Tema del Congresso “Sed homoj kun homoj: la pluretna intuicio de Zamenhof” (ma persone con persone: l’intuizione multietnica di Zamenhof). L’espressione è una citazione dal discorso inaugurale di Ludwik Lejzer Zamenhof, l’iniziatore dell’esperanto, al Primo Congresso Universale di Esperanto tenuto in Francia, a Boulogne-sur-Mer, nel 1905.
«Ni konsciu bone – disse allora tra l’altro Zamenhof – la tutan gravecon de la hodiaŭa tago, ĉar hodiaŭ inter la gastamaj muroj de Bulonjo-sur-Maro kunvenis ne francoj kun angloj, ne rusoj kun poloj, sed homoj kun homoj.» (Dobbiamo essere ben coscienti di tutta l’importanza della giornata odierna, perché oggi tra le ospitali mura di Boulogne-sur-Mer sono convenuti non francesi con inglesi, non russi con polacchi, ma persone con persone.)
A Mazara, fin dai primi contatti, il comitato organizzatore del Congresso ha trovato nel Sindaco Nicolò Cristaldi non solo grande disponibilità, ma un’adesione entusiasta agli ideali esperantisti, che ben si sposano con le caratteristiche di una città multietnica e multiculturale, ospitale e aperta, come Mazara del Vallo. Una città che il Sindaco stesso auspica possa diventare città-simbolo dell’esperanto.
Numerose le attività congressuali (relazioni, corsi di lingua per principianti e corsi avanzati, spettacoli teatrali, concerti, relazioni su vari temi, convegni, ecc.), ma non sono mancate escursioni nelle bellissime località della Sicilia occidentale, da Marsala ad Agrigento.
Tra le attività, collegate al Congresso o da esso suscitate, corsi di esperanto tenuti in tutte le scuole di Mazara, cui hanno partecipato piú di 500 studenti e nuovi corsi sono programmati per l’anno scolastico 2012/2013. Molto importante, poi, è stata la pubblicazione di un’antologia di scrittori e poeti siciliani, Luigi Pirandello kaj aliaj Siciliaj Aŭtori (L. P. e altri autori siciliani). Un’antologia, 356 pagine, di notevole pregio, curata da Carlo Minnaja, con traduzione di vari scrittori esperantisti, oltre che da Pirandello, da Capuana, Quasimodo, Verga, Rosso di San Secondo, Buttitta, Brancati, Vittorini, Sciascia, Lampedusa, Camilleri, Consolo, Bufalino, Dolci, De Roberto, Rapisardi.
L’80° Congresso Italiano di Esperanto, si terrà a Castellaro (IM), nei pressi di Sanremo, nell’agosto 2013.

Amerigo Iannacone

Dolomiti

Il giorno aleggia nel fondo valle,
là in fondo le cime
si stagliano come un sogno
nel cielo limpido.
Il sole accarezza questi odori di vita
che non avranno mai il tempo di morire,
portando gioia a tutti gli uomini,
lievitando risonanze per canti silenziosi.

Adriana Mondo
Reano (Torino)

Appunti e spunti
Annotazioni linguistiche
di Amerigo Iannacone

Il pidgin televisivo

Si sente spesso dire che la televisione ha avuto il grande merito di unificare l’Italia dal punto di vista linguistico e non si può negare che per lo meno ha contribuito.
Racconta Luciano De Crescenzo che avendo trovato una foto del padre in divisa della prima guerra mondiale con una fascia al braccio con la scritta “Interprete” gli chiese: «Ma, papà, che interprete facevi se tu non conosci nessuna lingua straniera?» E il padre gli spiegò che faceva l’interprete tra gli ufficiali e i soldati provenienti dalle varie regioni italiane, che parlavano solo il dialetto stretto.
In effetti era questa la situazione linguistica nei primi decenni del XX secolo.
La televisione – ma parliamo della televisione degli anni Cinquanta-Sessanta – ha contribuito, possiamo dire, a creare l’italiano, ovvero un codice linguistico comune a tutta l’Italia e con ramificazioni anche in alcuni paesi esteri, come Svizzera, Malta, Albania, ecc. Ma se nei suoi primi decenni di vita la televisione ha contribuito a creare la lingua, oggi sta facendo di tutto per distruggerla e cosí oggi si parla, in ambito strettamente televisivo, di format, reality, fiction, talent, ecc., e poi la televisione, in quanto medium o megafono, ogni giorno, non solo nei programmi di intrattenimento ma anche in quelli di informazione, crea o sdogana nuovi inutili anglismi, come premier, welfare, ticket, e cosí via, mettendoci di fronte a un bastardo pidgin che ci fa perdere l’identità e anche la dignità. Posso suggerire? Un pizzico di orgoglio!

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