“Il Foglio volante” di marzo 2014

Foglio 3-2014

In prima pagina nel numero di marzo 2014 del “Foglio volante – La Flugfolio”, la fiaba “Il trenino Lentopede”. Vi compaiono poi, oltre alle solite rubriche, testi di Aurelia Bogo, Loretta Bonucci, Fabiano Braccini, Ferruccio Brugnaro, Giuseppe Campolo, Angelo Capoccia, Carla D’Alessandro, Filippo De Angelis, Giuditta Di Cristinzi, Tony Di Filippo, Georges Dumoutiers, Maria Lia Lotti, Marco Mezzetti, Gustavo Adolfo Rojas, Gerardo Vacana.
Ricordo che per ricevere regolarmente “Il Foglio volante” in formato cartaceo è necessario abbonarsi. L’abbonamento – che dà diritto a ricevere tre libri omaggio per un prezzo di copertina superiore al costo dell’abbonamento (18 euro) – serve anche a sostenere un foglio letterario che non ha altre forme di finanziamento. Per ricevere copia saggio, ci si può rivolgere all’indirizzo: fogliovolante@libero.it oppure al numero telefonico 0865.90.99.50.
Riporto, qui di seguito, il testo di apertura, un breve testo dalla rubrica “Appunti e spunti – Annotazioni linguistiche” e una poesia di Fabiano Braccini.

Il trenino Lentopede

Quando il trenino Lentopede raggiunse Pian dei Fiori, rallentò gradualmente fino alla velocità – o, se preferite, alla lentezza – del passo d’uomo. Era stato investito da un’onda profumata e Lentopede era molto sensibile al profumo dei fiori. E poi gli piaceva guardare il panorama: si gustava l’eccezionale vista che il paesaggio offriva. Gli piaceva ascoltare il canto degli uccelli e la delicata musica della natura, il fruscio delle foglie smosse da un alito di vento. Per ascoltare meglio, rallentò sempre piú, fino a fermarsi del tutto, e spense i motori.
I passeggeri che dormivano pensando ai fatti propri, avvertendo che il treno si era fermato, si svegliarono e cominciarono a chiedersi l’un l’altro: «Che è successo? Perché ci siamo fermati?»
Allora come prima reazione cominciarono a innervosirsi e sparlare contro il treno che li avrebbe fatti arrivare tardi a destinazione.
Poi presero ad affacciarsi ai finestrini e anch’essi furono investiti dall’onda profumata, dalle note dei trilli degli uccelli e furono conquistati dalla bellezza del paesaggio. E allora scesero e si guardarono l’un l’altro con simpatia.
Disse uno: «Sediamoci sull’erba, rilassiamoci un po’.»
«Io ho dei panini» disse un altro.
«Anch’io ho panini e bibite» disse un altro ancora.
«Facciamo una festa sul prato» disse una bella ragazza.
E a poco a poco venne fuori un po’ di tutto: pane e prosciutto, patatine, frutta, vino, bibite, pop corn, dolci, ecc. C’era anche chi aveva con sé una chitarra e tutti si misero a cantare in coro. E parecchi si dilettavano a fare fotografie.
Lentopede guardava sornione e sorrideva.
Quando il sole ormai declinava all’orizzonte, si sentí una voce: «Signori, in carrozza: è l’ora del ritorno».
Tutti obbedirono, ma prima di salire sul treno ci fu un grande coro: «Viva Lentopede!» E poi: «Per Lentopede, hip hip – hurrà, hip hip – hurrà, hip hip – hurrà hurrà hurrà!»

Amerigo Iannacone

Appunti e spunti
Annotazioni linguistiche
di Amerigo Iannacone

Disinsegnamenti tecnologici

A scompigliare le idee dei nostri poveri scolari di scuole elementari e medie, già di per sé abbastanza disorientati di fronte alla massa di informazioni che disinformano e che piovono loro addosso dai sempre piú numerosi e diversificati mezzi cosiddetti d’informazione, molto contribuiscono i programmi per computer importati e riproposti pari pari senza adattamento e il piú delle volte senza traduzione.
Cosí, per esempio, in una scheda da compilare sul computer per stabilire le dimensioni di un libro, io, nello spazio predisposto per larghezza scrivo cm 14,5 e il computer mi dice che il dato è inaccettabile: bisogna scrivere 14.5. Perché negli Stati Uniti i decimali vengono separati con il punto anziché con la virgola. Vorrei protestare (ma non so con chi) e dire che noi siamo in Italia e per noi il punto nei numeri serve solo per facilitarne la lettura, mentre per i decimali ci vuole la virgola.
Un altro esempio: capita spesso a scuola che gli studenti scrivano la data all’americana. A un ragazzo che l’11 marzo 2013 aveva scritto 3.11.2013, dicevo che quella era la data dell’11 novembre, rispondeva candidamente, mostrando un telefonino, «Ma qui cosí è scritto!».
E purtroppo oggi nell’insegnamento, gli insegnanti hanno un ruolo marginale: ci sono tutti i mezzi e i marchingegni tecnologici, ci sono la televisione, il web, i programmi per computer, facebook, eccetera eccetera. Quanto alla qualità dell’insegnamento, lasciamo perdere…

Notte di stazzo
(ovini nei recinti d’Abruzzo)

Notte di troppa quiete:
il bosco intorno sembra riposare.
Ma l’ombra di luna rivela
una nascosta presenza di lupo
che qualche fronda sposta solamente
senza rumore.

Il gregge belando trema di paura
mentre i cani drizzan le orecchie,
attenti
nell’annusare selvatici odori,
frementi di scattare
pronti a lottare col sangue e coi denti.

Fabiano Braccini
Milano

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