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“Il Foglio volante” di settembre 2013

31 09pmWed, 18 Sep 2013 17:48:02 +00002602013 2008

Foglio Settembre '13

Nel “Foglio volante” di settembre 2013 compaiono, oltre alle solite rubriche, testi di Giorgio Bàrberi Squarotti, Bastiano, Loretta Bonucci, Serena Angela Cucco, Carla D’Alessandro, Edmondo D’Amici, Gualtiero De Santi, Vito Faiuolo, Amerigo Iannacone, Pierangelo Marini, Adriana Mondo, Teresinka Pereira, Silvana Poccioni, Rolando Revagliatti, Fryda Rota.
Riporto, qui di seguito, il testo di apertura e una poesia di Adriana Mondo.

Poeti e scrittori meridionali del ’900 cancellati dai programmi per i licei

Quasi di nascosto, nel silenzio generale, nel 2010 una commissione di cosiddetti esperti nominata dall’allora ministro dell’Istruzione Maristella Gelmini, ha stilato il documento dal burocratico titolo «Schema di regolamento recante “Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento concernenti le attività e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali di cui all’art.10, comma 3, del d.P.R. 15 marzo 2010, n. … in relazione all’articolo 2, commi 1 e 3, del medesimo d.P.R.”
Le “indicazioni” prevedono che «Dentro il secolo XX e fino alle soglie dell’attuale, il percorso della poesia, che esordirà con le esperienze decisive di Ungaretti, Saba e Montale, contemplerà un’adeguata conoscenza di testi scelti tra quelli di autori della lirica coeva e successiva (per esempio Rebora, Campana, Luzi, Sereni, Caproni, Zanzotto, …). Il percorso della narrativa, dalla stagione neorealistica ad oggi, comprenderà letture da autori significativi come Gadda, Fenoglio, Calvino, P. Levi e potrà essere integrato da altri autori (per esempio Pavese, Pasolini, Morante, Meneghello…)».
E Quasimodo? Dimenticato? Ma, insieme al premio Nobel, l’oblio ministeriale ha mietuto altre vittime illustri, come il salernitano Alfonso Gatto, i lucani Rocco Scotellaro e Leonardo Sinisgalli, i siciliani Leonardo Sciascia e Elio Vittorini, l’abruzzese Ignazio Silone, il ciociaro Libero De Libero ed altri autori che hanno il torto di essere meridionali.
È indignato Pino Aprile, scrittore meridionalista, autore del fortunato Terroni. Nel libro Giù al Sud» alla vicenda ha dedicato un intero capitolo. Per lui non ci sono dubbi: «Su 17 poeti o scrittori del XX secolo, escludendo Verga e Pirandello assegnati all’Ottocento, non c’è un solo meridionale. C’è stato un netto rifiuto della cultura del Sud. Gli autori meridionali saranno confinati a realtà regionali, mentre la letteratura vera, quella che conta, sarà quella dell’Italia del Nord, vincente ed europea».
Ma c’è davvero un complotto nordista? Poiché dicono che a pensar male qualche volta ci si azzecca, c’è chi ha avanzato una richiesta ufficiale di “correzione”, con un esposto al ministro del precedente governo Francesco Profumo e anche al Capo dello Stato e ai presidenti di Camera e Senato. Semplicissima la richiesta: «Integrare le indicazioni didattiche con i nomi di Quasimodo, Gatto, Scotellaro e di altri intellettuali del nostro Sud e di regioni del Centro Italia poco rappresentate». L’appello arriva dal «Centro di documentazione della poesia del Sud» di Nusco, in Irpinia, dove ieri si è tenuto un convegno proprio sulla questione con la partecipazione di Aprile. Paolo Saggese, uno dei professori che (insieme con Alfonso Nannariello, Alessandro Di Napoli, Franca Molinaro, Peppino Iuliano) anima l’associazione, spiega di non voler alimentare «polemiche o battaglie di retroguardia. O, peggio ancora, una contrapposizioni Nord-Sud». Al contrario l’appello, lanciato anche a tutte le scuole italiane, vuol essere un manifesto per l’unità culturale del Paese. «Perché — scrive Saggese — una cultura nazionale veramente unitaria deve dare agli studenti la visione completa degli autori, includendo quelli del Sud. Invece con la Gelmini — aggiunge — è stata introdotta, non sappiamo quanto volontariamente, una visione decisamente nordista che tiene fuori almeno 15 regioni».

Amerigo Iannacone

 

 

Ragazzi

I ragazzi come noi
vanno via leggeri
ricordando alla sera
di far tacere il cuore.
S’illudono che il giorno
stia fermo nella luce.
Invocano la pace,
distratti dai ricordi
ed ansie giovanili.
Giocano con l’amore
quest’ultima partita

                Adriana Mondo
                Reano (Torino)

Stravaganza

31 12amSun, 02 Dec 2012 11:05:25 +00003362012 2008

Cop_Stravaganza

Ecco l’ultimo nato delle Edizioni Eva: “Stravaganza” (pp. 120, € 12), una raccolta di poesie del poeta venezuelano Alberto Hernández, nella traduzione italiana di Teresa Albasini Legaz, con testo spagnolo a fronte. Il libro si accoglie 45 componimenti, tutti dedicati all’Italia e agli italiani. Località (Roma, Novara, Bari, Modena, Bologna, Milano, Vibonati, Venezia, ecc.), a personaggi di vari ambiti, storia, Letteratura, arte, filosofia, ecc.(Amerigo Vespucci, Spartaco, Giustiniano, Cesare, Ungaretti, Montale, Petrarca, Dante, Pasolini, Boccaccio, Michelangelo, Modigliani, Vasari, Giotto, Cicerone, San Francesco, Saba, Verdi, ecc. ecc.). Ogni poesia un personaggio, una localita, un evento italiani.
Il libro può essere chiesto alla Edizioni Eva (evaedizioni@libero.it).
Riporto qui di seguito, un breve testo in spagnolo e in italiano.

Allá abajo

El imaginado jardín de Catulo,
donde no es igual el mundo
y distintos son los sueños.

Una mujer desnuda
en el poema de D`Annunzio:

Bellos floridos senos de áspera punta,

Y así el otoño, convertido en trigal.

Allá abajo,
ella
recoge el grano de unas horas.

Se vuelve hacia la tarde,
allá abajo.

Laggiú

L’immaginato giardino di Catullo,
dove non è uguale il mondo
e diversi sono i sogni.

Una donna nuda
nella poesia di D’Annunzio:

Bellifloridisenidasprapunta

E cosí l’autunno, diventato un campo di frumento.

Laggiú,
lei
raccoglie il grano delle ore.

Se ne va verso la sera,
laggiú.

Premio Nazionale di Poesia “Il Presepe”

31 09pmSun, 30 Sep 2012 16:12:21 +00002732012 2008

L’Associazione Turistica e Culturale “Pro-Pesche” con il patrocinio del Comune di Pesche (IS), indice la 10a edizione del Premio di Poesia “Il Presepe”. Due sezioni: A – Poesia adulti; B – Poesia riservata ai ragazzi fino a 17 anni. Tema: “Il Presepe”. Si partecipa facendo pervenire entro il 30.11.2012, uno o due componimenti inediti in 7 copie, tutte firmate e con nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, eventuale e-mail, al seguente indirizzo: Associazione Turistica e Culturale “Pro-Pesche”, Piazza Roveto – 86090 Pesche (IS). Ai fini della realizzazione dell’antologia, si prega di inviare i testi anche in formato elettronico all’indirizzo concorso.poesia@virgilio.it. Per la sezione B va indicata anche la data di nascita. La partecipazione è gratuita. Premi: Sez. A – 1° premio: € 400 e targa; 2° premio: € 200 e targa; 3° premio: € 100 e targa. Sezione B – 1° premio: € 150 e targa; 2° premio: € 100 e targa; 3° premio: € 50 e targa. Premiazione: Pesche, Sala Consiliare del Comune di Pesche in Piazza Don Sante Tommasini, 5.1.2013, ore 16,30. I premiati dovranno ritirare personalmente i premi loro assegnati. Giuria: Amerigo Iannacone (Presidente), Barbara Avicolli, Maria Benedetta Cerro, Ida Di Ianni, Giovanna Maj, Giuseppe Napolitano, Giulia Abbati (segretaria con diritto di voto). Informazioni, tel. 0865.460130 – 3896906440, fax: 0865.460363, posta elettronica: concorso.poesia@virgilio.it.

Ventana literaria

31 09amWed, 12 Sep 2012 08:21:45 +00002552012 2008

                 Un articolo uscito sul quotidiano di Tenerife “El Día”.

 

DE TIERRAS de los samnitas; de la región de Molise; del municipio de Venafro, perteneciente a la provincia itálica de Isernia, es nuestro protagonista que asoma hoy en esta sección: Amerigo Iannacone.

Brillante escritor, es poeta, esperantista, novelista italiano. Se dedica a la docencia en su ciudad natal. Sus poesías han sido traducidas a numerosos idiomas, haciendo mención, entre otros, del francés, chino, griego, inglés, rumano, albanés, español, alemán y esperanto. A su vez ha traducido varios libros del francés al esperanto. Ha creado y organiza anualmente el Premio de Poesía Venafro y es presidente del jurado del Premio Cittá di Sant’Elia Fiumerapido.

Amerigo Iannacone es fundador y director del espacio cultural y literario mensual “II foglio volante”, editado en su lengua vernácula y esperanto, además de la editora Edizioni Eva. Colaborador nato con otras revis­tas especializadas y laureado en dos ocasiones con el Premio de la Presidencia del Consejo para la Crítica Literaria.

Tiene en su haber infinidad de obras publicadas, reseñando en poesía: “Los pensamientos de la noche”, “Crossfade”, “Ruit hora”, “Mater”, “Estaciones”, “La sombra del algarrobo”, “Semillas”, “Seasons”, “Versos y versacci: epigramas”, “Oboe de amor”, “Lugares”, “Las palabras clandestinas”, “Eterna metamorfosis”…

En ensayo: “Esperanto: la razón de la elección”, “Hacia el fonetismo. Evolución de la escritura”, “El Stramma: una nave en el proceso de extinción”, “De Babilonia a Esperantujo. Consideraciones sobre la lengua internacional”. Otros géneros: “Hablemos un poco de Ceppagna” (historia local), “Microracconti”, “Testimonios, intervenciones críticas”, “Nuevas pruebas, las intervenciones críticas” y “Las lecturas y testimonios: intervenciones más importantes” (tres obras de crítica literaria); “Un paseo por el tiempo que fue” (ficción); “Tarde y la noche alta: canciones infantiles, canciones populares, refranes, trabalenguas y otras pequeñas cosas”, “Pequeño manual de esperanto”, “Crónicas de lo real y lo surrealista”, “De septiembre: del ocho al dieciséis de julio”, etc.

Eminente orfebre de la palabra, sublime pintor de la voz, Amerigo Iannacone muestra escuetos poemas de hondo mensaje, reflexivos, utilizando un lenguaje claro pero henchido de énfasis ante la exposición de cualquier tema cotidiano.

Para concluir con este esbozo del preclaro escritor italiano Amerigo Iannacone, lo hacemos su poema “Telón”, perteneciente a su poemario “Eterna meta­morfosis”. Dice: “Cada noche con el sueño / un pequeño anticipo de muerte. / Y esta noche muchos ojos en el mundo / dejarán de ver la luz. / Quién sabe si será esta noche / la que bajará nuestros párpados, / telón de la vida, / el sueño infinito”.

Graciliano Martín Fumero

Escritor

… E poi il Fiume Giallo

31 07amThu, 05 Jul 2012 09:06:04 +00001862012 2008

È appena uscito il mio nuovo libro “… E poi il Fiume Giallo – Annotazioni linguistiche” (Ed. Eva, Venafro, luglio 2012, pp. 92, € 9,50). Si tratta di una raccolta di brevi articoli di linguistica per la maggior parte già usciti nella rubrica “Appunti e spunti” del “Foglio volante”. Grato agli amici che vorranno acquistarlo (per contribuire a mandare avanti la baracca). A quanti vorranno chiedermelo (amerigoiannacone@gmail.com – 349.80.46.577, lo invierò a prezzo di copertina), senza spese postali. Grazie.
Riporto, di seguito, la prefazione di Giuseppe Campolo.

Il giornalista racconta i fatti. Un giornalista onesto e intelligente non li strumentalizza e gli dà misura. Un giornalista vero ci ragiona, medita alla luce del suo amore di giustizia, la quale trova il suo apice nella libertà. Amerigo Iannacone fa questo indefesso lavoro di leggere i fatti, elaborarli dentro l’anima e soffrirli, da una vita, per poi con semplicità e pacatezza, senza ira e senza disgusto o cipiglio da spadaccino, espone il frutto maturo asciutto e senza resa in brevi, inconfutabili e lievi, pur dal fondo drammatico, articoli quasi dimessi che finiscono con l’avere voce potente.
Passo dopo passo, voglio dire: Flugfolio dopo Flugfolio, affronta i segni di una decadenza di civiltà, mostrandone l’assurdità, l’inutilità, la poca convenienza, confermandoci la nostra impressione di un vortice di ineluttabilità insensata in cui siamo coinvolti. Egli, fra i pochi, oppone il suo remo, trovandoci consenzienti e volgendoci al desiderio di aiutare; e cosí, in noi, sorge una piccola speranza.
Questa controcorrente di speranza lambisce l’esperanto, la salvezza delle lingue dal dominio oppressivo delle potenze, l’assurdità dell’adeguarsi alla corruzione grammaticale della nostra lingua. Con estrema pazienza puntualizza le sgrammaticature televisive, giornalistiche e del parlare comune, ricordandoci le forme corrette e logiche, con ironia dolce e rispettosa. Segnala le assurdità della burocrazia e gioca un po’ su quei vezzi del progresso che tali non sono, riuscendo, da buon professore, a insegnare divertendoci. Delizioso quando fa capolino, per rendersi ridicola, la democrazia fra gli appunti grammaticali: “avrà vinto l’ignoranza, ma i linguisti sono pochi, gli ignoranti tanti”.
L’ignoranza, fa vedere, è sparsa dappertutto, istituzioni comprese. Espressioni, preposizioni, articoli, accenti, tutto egli porta al suo naturale stato, latinglese e itanglese compresi. E non disdegna di polemizzare da par suo, intendo dire senza acrimonia, quando è costretto a vedere l’italiano ridotto a zerbino dell’inglese anche per opera di gente colta. E non manca di dare sempre nuove ragioni alla necessità di adottare l’esperanto.
Ma, mentre fa questo suo lavoro da certosino raddrizzatore, ha certe stoccate buffe che ti fanno ridere senza ritegno, quand’anche fossimo “diversamente intelligenti”.

Giuseppe Campolo

“Il Foglio volante” di maggio

31 06pmFri, 01 Jun 2012 16:44:11 +00001522012 2008

In apertura, nel “Foglio volante” di maggio, un mio microracconto e poi vi compaiono le firme di Loretta Bonucci, Aldo Cervo, Jack Hirschman, Antonia Izzi Rufo, Pietro La Genga, Tiberio La Rocca, Carmen Moscariello, Giuseppe Napolitano, Maria Stella Rossi, Fryda Rota, Patrick Sammut, Adolf P. Shvedchikov.
Chi desideri abbonarsi o ricevere copia saggio, si può rivolgere a edizionieva@libero.it o può telefonare al n. 0865.90.99.50.
Dal “Foglio volante”, riporto, il microracconto e una poesia di Jack Hirschman, con traduzione in italiano e in esperanto.

I cani non piangono

Rimase sorpreso Franco, quando gli arrivò la cartolina. Non se l’aspettava. Eppure avrebbe dovuto aspettarsela. Era già arrivata – la cartolina precetto – a tutti i suoi amici, a tutti i suoi coetanei e anche a tanti molto più giovani di lui. E allora perché non se l’aspettava? Forse perché Franco – un po’ come fanno tutti – tendeva a rimuovere dai suoi pensieri le cose spiacevoli. Non se l’aspettava perché gli sembrava che ora stava proprio bene. Ma l’ora era giunta: doveva partire. E la destinazione era un luogo lontano, sconosciuto, mai visto, mai sentito, non presente nelle carte geografiche. Un luogo, si direbbe, nemmeno immaginato, nemmeno immaginabile. Terra incognita. Terra di nessuno, anche se di tutti.
La mattina in cui Franco partí, nessuno se ne accorse. La vita si svolgeva come al solito. Ognuno attendeva frenetico alle proprie effimere, urgenti e inutili incombenze. Il sole splendeva allegro come ogni giorno, i fiori cantavano un inno alla gioia. Era primavera. Le rondini incrociavano nel cielo con striduli garriti di felicità. C’era nell’aria una voglia di festosità, voglia di non pensare, voglia di vivere. Tutto era un inno alla vita.
Nessuno pianse per la partenza di Franco. Solo il cane aveva gli occhi tristi e lo accompagnò fino al luogo della partenza. Ma non pianse, perché i cani non sanno piangere.

Ceppagna, 25 marzo 2012

Amerigo Iannacone

Actually

Don Clark, panhandler,
gave me a postcard of
Suzuki, the zen

master, and told me:
The guy who gave me this said
I should hang it on

the wall, but I said
I can’t because
I don’t have
a wall, so take it.

(2001)

Jack Hirschman

Davvero

Don Clark, mendicante,
mi ha dato una cartolina di
Suzuki, il maestro

zen, e mi ha detto:
Il tizio che me l’ha data ha detto
che dovrei appenderla

al muro, ma io gli ho detto
che non posso perché non ho
un muro, e allora prenditela tu.

(2001)

(Trad. Raffaella Marzano)


Fakte

Don Clark, almozulo,
donis al mi poŝtcaton de
Suzuki, la majstro

zena, kaj diris:
La ulo, kiu donis ĝin al mi diris
ke mi devus alkoĉi ĝin

al la muro, sed mi diris,
ke mi ne povas ĉar mi ne havas
muron, kaj do prenu ĝin vi.

(2001)

(Esperantigo de Amerigo Janakono)

Poi

31 02pmMon, 06 Feb 2012 14:55:52 +0000362012 2008

È da poco uscito il mio libro “Poi” (Ed. Confronto, Fondi 2011), silloge di poesie vincitrice del Premio “Libero de Libero” 2010. Riporto di seguito una nota di Maria Stella Rossi.

“Poi” ovvero la quintessenza della poetica di Amerigo Iannacone

“Mi dedico soltanto alle parole / con che resa non so, / ma l’anima si espande.”
In questi versi, tratti dalla raccolta Poi, vincitrice del Premio Nazionale Libero De Libero, si potrebbe trovare una chiave di lettura per entrare in punta di piedi nel mondo poetico di Amerigo Iannacone.
La sua storia letteraria, segnata e accompagnata da un costante, minuzioso, quasi implacabile osservare e osservarsi, è un tangibile riflesso dei temi presenti, ripetuti e approfonditi nel corso di oltre trenta anni di dedizione alla parola. Già nella silloge Pensieri della sera del 1980 (pubblicata di nuovo per la collana “I Colibrí” – Edizioni Eva), sono presenti gli scandagli di un’anima che punta l’attenzione ossessiva e lucida sui nodi non sbrogliabili della vita.
L’incapacità/impossibilità di cogliere i momenti giusti, quelli che avrebbero potuto far intravvedere “squarci di sereno / che nemmeno / ci accorgemmo di vivere.” (da Riverberi), il senso di perdita espresso nel sentire la vita che scorre e “ammicca sorniona / ostenta promesse / di sorte buona / fa intravvedere / stralci di felicità. E a te / non appartiene.” (da “Ammiccamenti”) e la costante e quasi irrinunciabile solitudine che prende di volta in volta la sfumatura della malinconia o della tristezza ci accompagnano nella lettura di Poi, che potremmo definire opera in cui si concretizza la quintessenza della poetica di Iannacone.
E allora ci piace scoprire la capacità sottile del poeta che rovescia luoghi comuni e ci comunica la sua giusta osservazione “I colpi piú duri della vita / non è vero che temprano: / intaccano la fibra/ fiaccano le difese / rendono vulnerabili, indifesi, permeabili” (dalla poesia “Fragili”). Altro tema presente nel libro, ma possiamo ben dire in tutta la produzione ultratrentennale dell’autore, è la ricerca di spiegazione e di chiarimenti, quasi un discorso fluido, sempre aperto, sul perché della presenza e della figura del poeta ed ecco allora una nuova definizione “Anche il poeta è un pirata / che vive clandestino / e ogni tanto fa la sua incursione / nella vita.” (da “Il pirata”)
Lo stile è quello riconoscibile e personalissimo di Amerigo Iannacone che non sosta su ricercatezze linguistiche, su aggettivazioni ad effetto anzi toglie, elimina fino ad arrivare all’essenzialità dell’espressione che si fa lenta, dimessa, smilza e proprio per questo maggiormente veicolante emozioni, pensieri e considerazioni.

Maria Stella Rossi

Il 3 dicembre il Premio “Sant’Elia Fiumerapido”

31 11amTue, 29 Nov 2011 09:07:53 +00003322011 2008

Il poeta Elio Pecora

Invito tutti alla cerimonia di premiazione del Premio di Poesia “Città di Sant’Elia Fiumerapido”, che si terrà sabato 3 dicembre alle ore 18,00 a Sant’Elia, Sala Convegni del Comune, Villa Comunale
Il primo premio va quest’anno a Elio Pecora, eminente poeta romano, che tutti conoscono.
Al secondo posto si classifica Domenico Novaresio, di Carmagnola (Torino), al terzo Pasquale Balestriere, di Barano d’Ischia (Napoli).
Vengono inoltre segnalati i poeti: Mauro Barbetti – Osimo (Ancona), Carla Baroni – Ferrara, Ermanno Boffi – Milano, Vincenzo Calce – Roma, Anna De Santis – Cassino (Frosinone), Leonardo Facchini – Torino, Giuseppe Garrapa, Franco Fiorini – Veroli (Frosinone), Renzo Piccoli – Bologna, Vittorio Piscopo – Gallinaro (Frosinone), Domenico Ruscetta – Ceprano (Frosinone), Maria Stabile – Vita (Trapani), Giovanni Tumminello – Castelbuono (Palermo), Pasquale Vinciguerra – Giardini Naxos (Messina).
Un Premio, il “Sant’Elia Fiumerapido” – giunto ormai alla XIV edizione e che quindi si può dire notevolmente longevo se si tiene conto di tanti premi che nascono e muoiono – che costituisce un appuntamento importante e atteso nel mondo delle lettere.
Una parola di lode va rivolta Sindaco Fabio Violo, per la sua disponibilità, all’Assessore alla Cultura Antonio Trelle, che del Premio è l’organizzatore e l’animatore, ad Angela Di Cicco, Presidente della Commissione Cultura del Comune di S. Elia, e poi alla giuria – di cui va riconosciuta la competenza e la serietà – composta da Amerigo Iannacone (Presidente), Carmine Brancaccio, Paolo De Paolis, Ida Di Ianni e Graziuccio Di Traglia.

“Il Foglio volante” di settembre

31 09pmSun, 04 Sep 2011 17:18:20 +00002462011 2008

È pronto e viene spedito in questi giorni agli abbonati “Il Foglio volante” di settembre 2011. Vi si trovano testi di Loretta Bonucci, Andrea Cacciavillani, Luciano D’Agostino, Lino Di Stefano, Georges Dumoutiers, Maria Giusti, Amerigo Iannacone, Pietro La Genga, Tiberio La Rocca, Tommaso Lisi, Giuseppe Napolitano, Giorgio Pagano, Silvana Poccioni, Fryda Rota, Patrick Sammut, Carlos Vitale.
Come asl solito, chi desideri ricevere copia saggio, mi contatti.
Riporto, qui di seguito, il testo di apertura – un racconto di Silvana Poccioni – e un mio breve testo dalla rubrica “Appunti e appunti – Annotazioni linguistiche”.

Il passaggio

Fu quasi inavvertito, come quello che dalla veglia porta al sonno, un attimo di sospensione tra due dimensioni della coscienza, una sorta di vuoto prenatale, in cui lo spirito intorpidito galleggia senza peso.
Guardò in basso e le parve che i suoi piedi nudi poggiassero su una sottile lastra di cristallo, sospesa a mezz’aria, come un immenso pavimento trasparente senza inizio e senza fine, al di sotto del quale si stava rappresentando una scena di vita quotidiana e la storia era già in medias res.
Gli attori erano tutti in azione, completamente presi dalla loro parte, ciascuno perfettamente integrato nella vicenda, che appariva di un realismo quasi perfetto.
Vide i due pompieri che si affannavano nel tentativo di estrarre il corpo di una giovane donna dalle lamiere accartocciate dell’auto, schiantata sul palo del semaforo, quasi spaccata a metà, mentre il rosso continuava a lampeggiare con intermittenza.
Un po’ discosto, per non intralciare le operazioni, un uomo piangeva, con le mani sul volto, mentre la sua voce ripeteva a intervalli regolari «È tutta colpa mia. È tutta colpa mia».
Intorno un gruppetto di curiosi tentava di guardare la scena, addossandosi al cordone di protezione e ingrossandosi sempre piú. Una madre, tenendo per mano un bambino in lacrime, alzandosi sulla punta dei piedi, tendeva il collo per vedere meglio la scena.
Un vigile urbano con la paletta in mano e il fischietto tra le labbra tentava di far scorrere il traffico, indirizzando le auto sull’altra corsia perché si alternassero ordinatamente con quelle che giungevano dalla direzione opposta.
Ferma in attesa, un’ambulanza con le porte aperte illuminava con la sua luce blu intermittente i volti degli attori.
Mentre si svolgeva la rappresentazione e ciascun interprete recitava fedelmente il proprio pezzo di copione, le lancette di un enorme orologio appeso al cielo, cosí lente da sembrare ferme, tremavano vibrando nello spazio breve che separa i minuto precedente da quello successivo.
Guardò di nuovo giú nella strada. Il corpo era stato estratto dal groviglio di lamiere e deposto su una barella di emergenza. Il medico chino su di esso scosse il capo desolato, poi, con i gesti lenti della compassione, avvicinò la mano al viso cereo della giovane per chiuderle gli occhi. In quel preciso istante, come in una zumata improvvisa, azionata da un maldestro cineamatore dilettante, il corpo della donna e il suo si staccarono simultaneamente, l’uno dalla strada e l’altro dal cielo, per congiungersi inscindibilmente, rimanendo per un attimo sospesi a mezz’aria, in una dimensione senza tempo.
Poi le lancette del grande orologio si mossero, scattando in avanti, dal minuto immediatamente precedente a quello successivo e il passaggio si completò: il tunnel, buio come nero di pece, fu invaso da un lampo di luce accecante, mentre il grande sipario si chiudeva sul suo ingresso.

Silvana Poccioni

Diversamente

Siccome in una società come la nostra tutti devono essere, volenti o nolenti, abili e arruolati, c’è qualcuno che ha deciso che non esistono piú i “disabili” o gli “inabili” ma solo i “diversamente abili”, i qualisono cosí obbligati ad essere “abili”, sia pure “diversamente”.
Allora, per rendermi utile alla società, mi permetto fare anch’io qualche proposta: i sordi si chiamino “diversamente udenti”, i muti “diversamente parlanti”, gli zoppi “diversamente camminatori”, i castani “diversamente biondi”, le persone di colore “diversamente bianchi”, gli stranieri “diversamente italiani”, gli analfabeti “diversamente colti”, i ladri “diversamente onesti” e, per simmetria, gli onesti “diversamente ladri”. Siano poi chiamati “diversamente intelligenti” i cretini, come quello che si è inventato la formula “diversamente abili”.

Amerigo Iannacone

“L’amore e l’ameba”

31 06pmFri, 03 Jun 2011 16:21:53 +00001532011 2008

È appena uscito nella collana “Stella verde – Testi a fronte”, delle Edizioni Eva, il volume di poesie del poeta esperantista islandese Baldur Ragnarsson “L’amore e l’ameba” (pp. 28, € 12,00), nella traduzione italiana di Nicolino Rossi e con testo originale esperanto a fronte.
Baldur Ragnarsson (Reykjavík 1930) è uno dei maggiori poeti esperantisti ed è la prima volta che viene tradotto in italiano. È stato insegnante e ispettore scolastico. È membro dell’associazione degli scrittori esperantofoni (EVA, Esperantlingva Verkista Asocio) e dell’Unione degli Scrittori d’Islanda. Ha imparato l’esperanto nel 1949, ed è attivo nel movimento locale e internazionale dal 1952.
Tra i numerosi pubblicati, citiamo le raccolte di poesie in espertnto “Ŝtupoj sen nomo” (Gradini senza nome, 1959), “Esploroj” (Esplorazioni – 1974), “La lingvo serena” (La lingua serena – 2007), “La neceso akceptebla” (La necessità accettabile – 2008).
«In generale, la poesia di Baldur Ragnarsson – scrive tra l’altro Nicolino Rossi nella prefazione – tende alla fattualità, evitando un lirismo troppo romantico, cercando di esprimere il concreto attraverso vie oblique dell’indagine mentale, sposate con l’emozione di un cuore pulsante. I risultati di una tale poetica sono spesso di un’incredibile freschezza stilistica ed innovazione espressiva. Mi sembra che anche questo breve ciclo evidenzi tali caratteristiche».
Il libro può essere richiesto alle nostre Edizioni Eva (edizionieva@libero.it, tel 0865.90.99.50).